Interni

Operai non del tutto scomparsi

L’area ex Alfa è ancora sede di attività industriali e logistiche. Il Comune di Garbagnate vorrebbe vincolarla alla sua vocazione —

Tratto da Altreconomia 147 — Marzo 2013

Le insegne dicono Green Fluff, Ceva Logistic, Esg, Caris, Pietro Conserva e Figli. Bisogna entrare dentro l’area ex Alfa per capire che l’industria e la logistica, ad Arese, ci sono ancora. È l’Alfa Business Park, e si sviluppa su una superficie di 376mila metri quadrati, in un’area oggi di proprietà degli americani di Aig Lincoln.
Dai cancelli dove entravano le tute blu entrano ancora operai. Ma anche camion, fino a 600 al giorno. Davanti a quei cancelli c’è anche un camion dello Slai Cobas, in presidio da un paio d’anni per chiedere il reinserimento lavorativo di una sessantina di “ex alfisti”: operai qualificati, alla chiusura della fabbrica erano passati a garantire servizi nell’area, dalla portineria all’igiene al mantenimento del verde, assunti tramite una cooperativa (Innova Service) che a un certo punto li aveva licenziati.   
In tutta questa storia, i lavoratori non sono una variabile “indipendente”. Perché in quest’area hanno lavorato fino a 19mila operai. Perché l’Accordo di programma prevede la creazione di oltre 2mila posti di lavoro, promettendo oltre al centro commerciale anche la creazione di un incubatore d’imprese e un centro di ricerca. Ma -soprattutto- perché il territorio del Comune di Garbagnate Milanese, che non ha aderito all’Accordo di programma, è come un “cuneo” di oltre 300mila metri quadrati che s’insinua in mezzo ad Arese. E Mauro Pioli, dal 2012 sindaco della cittadina di 30mila abitanti, non pare intenzionato a cambiare la destinazione d’uso della “propria” porzione dello stabilimento, oggi occupato da immensi capannoni industriali dismessi su cui campeggia il Biscione, simbolo dell’Alfa: “Qui erano previste residenze, ma in tutto il Comune ci sono 2mila vani vuoti, circa 800 abitazioni. Non è possibile, a mio avviso, ridurre l’area dell’Alfa Romeo a una banalità di questo tipo: case e un centro commerciale”.
Il problema è noto a Alessandro Pasquarelli, ad di EuroMilano: “Il Comune di Garbagnate sta elaborando il suo Piano di governo del territorio.  Finché non lo approva, non si può far niente. La proprietà ha chiesto un incontro, per capire che cosa vogliono fare. Quando presentammo il master plan dell’intervento, lo presentammo in due versioni. Nel secondo sono state tolte le cubature relative al territorio di Garbagnate, che erano prevalentemente residenziali”. “C’è un altro centro commerciale in costruzione, a Garbagnate, a poche centinaia di metri dall’Iper che sorgerà sulla ex Alfa” lamenta Pioli. Che aggiunge: “Manca una programmazione di area vasta”. E mi sventola davanti una delle ultime delibera della Giunta regionale guidata da Roberto Formigoni: è data 6 febbraio 2013 ed è l’intesa alla realizzazione della quinta corsia sull’autostrada A8, tra la Barriera Milano Nord e l’interconnessione di Lainate. “Prevede anche un nuovo svincolo, giusto a metà strada tra Arese e Lainate. Porterà traffico su Garbagnate”. Al servizio del nuovo mega centro commerciale. Come ha scritto il comitato Difendiamo Arese dopo l’approvazione dell’Accordo di programma, “il progetto riguardante la viabilità è molto limitato e ambiguo”. —
 

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