Diritti

NIENTE INDIZI, DEV’ESSERE TERRORISMO…

NIENTE INDIZI, DEV’ESSERE TERRORISMO Avendo ormai sfondato quasi tutti gli argini che un tempo impedivano forzature in senso securitario e sostanzialmente razzista (la Lega, sul piano culturale, ha vinto la sua battaglia), può accadere che un vice ministro dell’Interno – …

NIENTE INDIZI, DEV’ESSERE TERRORISMO

Avendo ormai sfondato quasi tutti gli argini che un tempo impedivano forzature in senso securitario e sostanzialmente razzista (la Lega, sul piano culturale, ha vinto la sua battaglia), può accadere che un vice ministro dell’Interno –  appartenente a una formazione che si colloca ancora nel centrosinistra pur avendo compiuto un lungo percorso di allontanamento dalla complessa tradizione del comunismo italiano – nel rispondere a un’interrogazione sul dirottamento di un bus, compiuto nei giorni scorsi da tre persone poi arrestate, arrivi a dire che non ci sono indizi "ma non si può escludere che si tratti di terrorismo".

L’affermazione contraddice ogni evidenza e verrebbe da chiedere all’onorevole Minniti – è lui che ha esposto la posizione del governo a Montecitorio – se per caso non abbia informazioni segretissime e così dirompenti da contraddire quel che si è visto sul campo: che c’entra il terrorismo? In che modo è legato a un’azione che ssembra a tutti, investigatori compresi, un atto di delinquenza comune? E che logica ha: non abbiamo indizi, quindi non si può escludere il terrorismo? Si può dire la stessa cosa di qualsiasi argomento: perché escludere allora l’ipotesi che dietro il dirottamento ci sia Cosa Nostra? O la mafia cecena?

La tragica sensazione è che Minniti, e tanti politici come lui, agiscano così, probabilmente senza crederci, perché hanno il terrore panico di essere accustai da alcuni media, ormai la maggioranza, che trattano la cronaca nera come un scure da politica con cui avventarsi contro sindaci e governanti, specie se di centrosinistra, per accusarli di ‘buonismo’, di non fare nulla per tutelare la sicurezza delle città e proteggere i cittadini eccetera eccetera. I politici in genere abboccano, al punto che la retorica securitaria e spesso razzista, un tempo prerogativa della destra xenofoba, ha superato tutti i confini. Governare con lo strumento della paura è ormai una prassi, data quasi per scontata a destra come a sinistra.

Qui sotto c’è l’editoriale che apre l’edizione odierna (venerdì 18) di Liberazione, il quotidiano di Rifondazione comunista. Lode a Piero sansonetti, il direttore, attentissimo ai temi dei diritti civili, delle libertà politiche, dell’eguaglianza fra le persone. Ma viene molto spontaneo fare quest’amara considerazione: dove sono i liberali? Di che misera pasta è fatto il liberalismo italiano?

da Liberazione

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