Una voce indipendente su economia, stili di vita, ambiente, cultura
Esteri / Attualità

Monitor, osservatorio sul mondo (gennaio 2024)

La siccità rallenta il traffico nel Canale di Panama. Negli Stati Uniti è boom di trivellazioni e produzione di petrolio. I Talebani mettono a rischio il diritto all’istruzione di bambini e ragazzi. La giunta militare nigerina taglia i ponti con l’Unione europea e cancella la legge che criminalizza il trasporto dei migranti verso il Nord del Paese

Tratto da Altreconomia 266 — Gennaio 2024
© stock.adobe.com

Un “filo rosso” lega le cose che succedono in Paesi diversi di ogni continente. Questa rubrica -a cura della redazione di Altreconomia- non vuole offrire al lettore notizie, ma la capacità di leggere i fatti in una cornice più ampia. Per comprendere le dinamiche economiche, sociali e politiche di quelli che comunemente vanno sotto la voce “Esteri”


La siccità rallenta il Canale di Panama
America Latina

La devastante siccità che negli ultimi mesi ha colpito l’America centrale ha costretto l’Autorità del Canale di Panama, l’ente che assegna gli slot per il passaggio, a ridurre il numero delle navi in transito: dal primo dicembre 2023 è stato portato da 36 a 24 al giorno e a partire da febbraio 2024 saranno solo 18. Con gravi ripercussioni sul commercio globale, avverte l’agenzia di stampa Bloomberg. Le prime restrizioni avevano iniziato a essere applicate già a maggio e avevano colpito soprattutto le navi per il trasporto di gas liquefatto o petrolio che non prenotano gli slot ma devono mettersi in fila quando arrivano a uno degli ingressi del canale. Ma a partire da novembre anche le navi portacontainer hanno dovuto iniziare a fare i conti con le conseguenze della siccità.

Nel corso dell’ultima stagione umida, che va da aprile a novembre, le precipitazioni nella regione sono state del 41% inferiori alla media, riducendo così i livelli di alcuni bacini idrici (tra cui il lago Gatun) che svolgono un ruolo chiave per alimentare il sistema di chiuse lungo più di 60 chilometri che collega l’Oceano Pacifico all’Atlantico.


Il boom della produzione di petrolio negli Usa
Stati Uniti

La produzione giornaliera di petrolio negli Stati Uniti ha superato i 13,2 milioni di barili (più di Russia e Arabia Saudita) sfiorando i livelli registrati prima del Covid-19. Un risultato che fa emergere la profonda contraddizione dell’attuale amministrazione democratica: durante la campagna elettorale Joe Biden aveva promesso di fermare le trivellazioni e di accelerare la transizione verso le energie rinnovabili. Da presidente, invece, ha imboccato una strada diversa, scrive il New York Times: da un lato ha sostenuto l’energia verde e le auto a batteria, dall’altro ha spinto le compagnie petrolifere ad aumentare la produzione per far scendere i prezzi per i consumatori statunitensi. Nonostante le obiezioni degli ambientalisti, ha approvato un progetto di trivellazione in Alaska e alcuni permessi per l’estrazione di petrolio e gas in mare aperto.

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden © flickr.com/photos/secdef

Frontex and the pirate ship” è l’inchiesta pubblicata l’11 dicembre da Lighthouse reports su un respingimento di migranti nato dai contatti tra l’Agenzia e una milizia libica.


Nel 2023 le imposte sulle società hanno fruttato più di 22 miliardi all’Irlanda
Europa

Dopo tre mesi di calo, a novembre 2023 le entrate del governo irlandese derivanti dalle imposte sulle società hanno toccato i 6,3 miliardi di euro, in crescita del 27% rispetto allo stesso mese del 2022. Commentando questi risultati, il ministro delle Finanze, Michael McGrath ha avvertito: “È chiaro che l’era delle persistenti sovraperformance sta volgendo al termine”. Intervistato dalla Bbc, il direttore fiscale della società di revisione contabile Grant Thornton Ireland ha spiegato che la performance di novembre ha “superato di gran lunga tutte le aspettative” grazie ai risultati positivi delle aziende del comparto tecnologico, superiori rispetto a quelle del settore farmaceutico.

A metà degli anni Duemila alcune delle più grandi aziende del mondo (tra cui Google, Amazon, Meta e Apple) hanno trasferito la propria sede in Irlanda per approfittare del trattamento fiscale estremamente favorevole offerto da Dublino. “Nel 2022 ha incassato 22,6 miliardi di euro con le imposte sulle società, il 18,2% in più rispetto agli otto miliardi di euro incassati cinque anni fa -scrive la Bbc-. Nel 2023 supererà questa cifra, a fine novembre sono già 22 i miliardi raccolti”.


I Talebani stanno distruggendo l’istruzione
Asia

I Talebani stanno causando “danni irreversibili” al sistema educativo dell’Afghanistan attraverso la reintroduzione delle punizioni corporali, le modifiche ai programmi di studio e l’utilizzo di insegnanti non qualificati per sostituire le docenti di sesso femminile, cui è stato vietato lavorare. A lanciare l’allarme è il report Schools are failing boys too” pubblicato a inizio dicembre da Human rights watch (Hrw) che evidenzia come -sebbene siano le ragazze a essere maggiormente penalizzate nell’accesso all’istruzione- anche gli studenti maschi vengono penalizzati. I cambiamenti adottati dal nuovo regime, denuncia Hrw, rischiano di lasciare un’intera generazione priva di un’istruzione di qualità. Studenti e genitori contattati dall’organizzazione per i diritti umani hanno descritto un preoccupante aumento dell’uso delle punizioni corporali: i funzionari picchiano bambini e ragazzi per piccole infrazioni alle norme di abbigliamento o per il possesso di un telefono cellulare.

Ma a preoccupare sono soprattutto le modifiche adottate nei programmi di studio: materie come inglese, biologia e arte sono state eliminate. “Non vedo nessuna differenza tra la mia scuola e la moschea -ha raccontato Zahir, un ragazzo di Farah-. Non abbiamo docenti qualificati che ci insegnano materie importanti come fisica, chimica o informatica”. L’esito di questa situazione è un crescente abbandono scolastico: “La maggior parte dei miei compagni ha interrotto gli studi per andare a lavorare”, racconta il quindicenne Abdul.


630 manifestanti che protestavano contro la concessione di nuove licenze per estrarre petrolio e gas nel Mare del Nord sono stati arrestati nel Regno Unito in un mese.


Il Pam interrompe le attività nel Nord dello Yemen
Medio Oriente

Il Programma alimentare mondiale (Pam) ha interrotto la distribuzione di aiuti alimentari nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi a causa della carenza dei finanziamenti e del mancato accordo con i ribelli sul ridimensionamento del programma, per adeguarlo alle risorse dell’agenzia. “Non è stato raggiunto un accordo per ridurre il numero di persone servite da 9,5 a 6,5 milioni”, ha dichiarato Pam in una nota del 5 dicembre.

© wfp.org

Il 3 dicembre è stato estradato in Cile un ex militare accusato dell’omicidio e del rapimento del cantante Víctor Jara, uno dei casi più emblematici in materia di diritti umani della sanguinosa dittatura del generale Augusto Pinochet.


La giunta militare nigerina rompe i ponti con l’Ue
Africa

Il 4 dicembre 2023, la giunta militare che governa il Niger dal luglio dello stesso anno ha annunciato di voler mettere fine a due accordi di collaborazione militare siglati con l’Unione europea. In una nota, il ministero degli Esteri ha dichiarato la decisione dell’esecutivo di “ritirare le immunità e i privilegi concessi” nell’ambito della missione di partenariato militare dell’Ue in Niger avviata a febbraio. “Ha inoltre respinto la Missione di sviluppo delle capacità civili dell’Unione europea (Eucap), istituita nel 2012 per rafforzare il settore della sicurezza interna del Niger, revocando di fatto l’approvazione per le missioni”, scrive il sito d’informazione France24.

A fine novembre, inoltre, il generale Abdourahamane Tiani ha firmato un ordine che abroga la legge 36 del 2015, sostenuta dall’Ue, che criminalizza il trasporto di migranti verso il Nord. “Non ha tenuto conto degli interessi del Niger e dei suoi cittadini”, ha dichiarato Tiani, annunciando che tutte le condanne pronunciate ai sensi di questa norma saranno cancellate.

© riproduzione riservata

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Altreconomia per non perderti le nostre inchieste, le novità editoriali e gli eventi.