Diritti / Opinioni

Mafie e corruzione: la battaglia continua

La lotta alla criminalità organizzata si fa con due armi: la simultaneità degli interventi e l’attuazione di politiche sociali

Tratto da Altreconomia 202 — Marzo 2018
Il 21 marzo 2018 si celebrerà a Foggia Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

“Contromafiecorruzione”. È stato questo il titolo della quarta edizione degli stati generali dell’antimafia sociale organizzati da Libera a Roma dal 2 al 4 febbraio. Per tre giorni quasi mille persone, tra rappresentanti istituzionali e persone di diverse associazioni, si sono incontrate ed hanno discusso su come impostare una lotta alle mafie che sia capace di unire con maggiore forza e continuità la prevenzione alla repressione, partendo dalla valorizzazione del positivo esistente, come ha ammonito con forza don Luigi Ciotti, che di Libera è il fondatore e il presidente dal 1995.

“Oggi -ha ricordato don Ciotti- abbiamo strumenti legislativi più incisivi, come ad esempio il nuovo Codice antimafia, magistrati competenti, facciamo progetti nelle scuole e nelle università, possiamo usare i beni confiscati per finalità di carattere sociale, è stata istituita una giornata nazionale, il 21 marzo, per ricordare le vittime innocenti delle mafie, abbiamo una chiesa schierata senza tentennamenti. Abbiamo tante cose belle e importanti, ma dobbiamo rafforzare l’etica della ricerca e dell’impegno. La lotta alle mafie ha bisogno di due cose: la simultaneità degli interventi e l’attuazione di politiche sociali capaci realmente di restituire di dignità a migliaia di persone che vivono nel nostro Paese”.

Quattro sono state le parole sulle quali a “Contromafiecorruzione” si è lavorato in gruppi: economie, persone, racconti e saperi. Sul tema delle economie, che è quello che maggiormente interessa i lettori di Altreconomia, è emerso come il sovrapporsi e l’intrecciarsi di mafie, corruzione e criminalità economico-finanziaria rappresenti una delle principali cause non solo d’illegalità, ma anche di mancata crescita economica e civile del Paese.

Per questo, tra le varie cose che si possono fare, è bene impegnarsi a monitorare l’applicazione del rinnovato codice antimafia, diffondere buone pratiche, modelli e strumenti di gestione dei beni e delle aziende confiscate, avviare campagne di coinvolgimento diffuso dei territori per diffondere la conoscenza degli strumenti di cittadinanza monitorante, sostenere la finanza etica e l’economia civile. Anche attraverso percorsi educativi di uso responsabile del denaro e consumo critico, incentivare e sostenere modalità di valutazione del benessere delle persone e della qualità della vita ai fini dello sviluppo di politiche di economia civile, con pratiche economiche rispettose dell’ambiente, della salute e delle persone, monitorare l’applicazione della legge sugli ecoreati.

21 marzo. La giornata nazionale per ricordare le vittime innocenti delle mafia. È stata riconosciuta per legge nella scorsa legislatura

Sul versante della lotta alla corruzione -una mano che strozza in guanti bianchi, come l’ha definita don Ciotti- è necessario regolare e disciplinare rigorosamente l’attività di lobbying e di pressione sui decisori pubblici, individuare e regolare le situazioni di conflitto di interessi, approvare una legge sulle fondazioni politiche che preveda la piena trasparenza del loro finanziamento, introdurre i test d’integrità e gli agenti sotto copertura anche per i reati contro la pubblica amministrazione, riformare il regime della prescrizione.

Si tratta di un impegno lungo, articolato e particolarmente gravoso, che può e deve essere affrontato insieme. E per il quale è necessario conoscere e praticare i principi della nostra Costituzione, a settant’anni dalla sua approvazione. Dobbiamo impegnarci di più tutti e rapidamente perché, come ha concluso don Ciotti “le mafie non sono un crimine contro la legge, ma contro la civiltà”.

Pierpaolo Romani è coordinatore nazionale di “Avviso pubblico, enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie

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