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L’uso dell’antisemitismo che rinforza lo Stato-nazione di Israele

Donatella Della Porta (1956) insegna Scienze politiche ed è la prima preside della Facoltà di Scienze politico sociali e coordinatrice del dottorato in Political science and sociology alla Scuola Normale Superiore di Firenze © Nicola Villa

Per espiare “il male assoluto” della Shoah abbiamo scelto di sostenere una politica colonialista e genocidaria. La rubrica di Tomaso Montanari

Tratto da Altreconomia 279 — Marzo 2025

Il libro di Donatella Della Porta pubblicato da Altreconomia “Guerra all’antisemitismo? Il panico morale come strumento di repressione politica” è piccolo ma davvero prezioso. Perché attraverso una vasta documentazione e una serrata argomentazione spiega come, prima in Germania e poi in tutto l’Occidente, la categoria dell’antisemitismo sia stata trasformata (dall’estrema destra, con la partecipazione del governo di Israele e con la decisiva azione delle istituzioni pubbliche) in una sorta di sillabo ideologico in base al quale silenziare intellettuali (in buona parte ebrei), stroncare carriere, orientare la politica.

Il primo passo è stata l’assolutizzazione della Shoah: quando si è cominciato a parlare di “male assoluto” (invece che di male terribilmente “banale”, secondo la celebre formula arendtiana, e dunque replicabile), l’antisemitismo è diventato a sua volta un fenomeno privo di relazioni con tutti gli altri razzismi genocidari, e dunque un pericolo da combattere co

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