Diritti

L’Italia ripudia la guerra, anche il 2 giugno

In occasione della Festa della Repubblica, riparte la Campagna per la difesa civile, non armata e nonviolenta. I movimenti per la pace e il disarmo rilanciano la proposta di legge e chiedono al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di sospendere la parata militare. Una "cartolina" da inviate ai deputati

Il 2 giugno è -per le associazioni pacifiste- la “Festa della Repubblica che ripudia la guerra”. Per questo, la ricorrenza della fondazione della Repubblica Italiana viene celebrata rilanciando la Campagna “Un’altra difesa è possibile” (promossa e sostenuta dalle sei reti nazionali Conferenza nazionale enti di Servizio civile, Forum nazionale per il Servizio civile, Rete della Pace, Rete italiana per il Disarmo, Sbilanciamoci!, Tavolo interventi civili di pace).
L’iniziativa, promossa nel 2014 all’Arena di Pace e Disarmo di Verona, ha al suo centro il Progetto di legge di iniziativa popolare per l’istituzione e il finanziamento del “Dipartimento per la difesa civile, non armata e nonviolenta” depositato in Parlamento un anno fa ed ora sottoscritto da più di 70 parlamentari di diversi gruppi politici. Il testo di legge è già incardinato all’attenzione delle Commissioni I (Affari Costituzionali) e IV (Difesa) della Camera dei Deputati.
 
Dopo l’importante risultato ottenuto con l’avvio dell’iter istituzionale della proposta sulla Difesa civile la mobilitazione prevede ora una “Fase 2” che, coinvolgendo i tanti comitati locali presenti sul territorio, si focalizza sulla distribuzione di una “cartolina” che i cittadini invieranno ai loro deputati di riferimento, chiedendo un esplicito impegno a sostengo della Legge. L’obiettivo della Campagna e delle Reti promotrici è quello di  vederla approvata nel corso di questa Legislatura. Le cartoline saranno in distribuzione proprio dal 2 giugno e saranno consegnate ai Parlamentari il prossimo 4 novembre. Due date simboliche e piene di significato: dalla nascita della Repubblica alla fine della Grande Guerra.
 
Proprio in occasione del lancio di questa nuova fase di mobilitazione, le realtà componenti la Campagna “Un’altra difesa è possibile” chiedono al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di valutare l’opportunità di sospendere la costosa parata militare che, in maniera impropria, è stata negli ultimi anni il centro delle celebrazioni a Roma. Una decisione che ha già dei precedenti e che sarebbe saggia sia dal punto di vista ideale che economico: con i rilevanti fondi per tale sfilata si potrebbero invece finanziare interventi più efficaci ed utili a favore dei settori più deboli della nostra società.
 
“È tempo di voltare pagina: basta con la parata della difesa militare, facciamo sfilare i difensori civili della Costituzione che ripudia la guerra” afferma Mao Valpiana presidente del Movimento Nonviolento e coordinatore nazionale della Campagna.
“La Repubblica italiana è nata in un’urna il 2 giugno del 1946. È nata, per la prima volta con il voto delle donne, per superare la tragedia della seconda guerra mondiale e costruire un futuro di pace”, prosegue Grazia Naletto portavoce della Campagna Sbilanciamoci!
 
“Proprio per questo i costituenti scrissero che l’Italia ripudia la guerra. Perciò ci chiediamo perché, per festeggiare questo settantesimo compleanno, le istituzioni repubblicane organizzino ancora una parata militare delle Forze Armate. È una contraddizione ormai anacronistica”, aggiunge Francesco Vignarca coordinatore della Rete Italiana per il Disarmo.
 
“Il 2 giugno ad avere il diritto di sfilare sono le forze del lavoro, i sindacati, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, le ragazze e i ragazzi del servizio civile” propone Sergio Bassoli, portavoce della Rete della Pace.
 
“Le vere forze che rendono viva questa Repubblica chiedono di rimuovere l’ostacolo delle enormi spese militari ed avere a disposizione ingenti risorse per dare piena attuazione con interventi e mezzi civili ai principi fondanti della Costituzione: è tramite il ripudio della guerra che si potrà pienamente soddisfare il diritto al lavoro, alla dignità sociale, all’uguaglianza, alla solidarietà”, è la posizione di Martina Pignatti referente del Tavolo interventi civili di pace.
 
“La nostra Campagna, che si pone l’obiettivo del riconoscimento della Difesa civile, non armata e nonviolenta, parte da un contesto favorevole: la Corte Costituzionale ha già da tempo riconosciuto pari dignità e valore alla difesa non armata della Patria” sottolinea Enrico Maria Borrelli, presidente del Forum Nazionale del Servizio Civile.
 
“La recentissima riforma del ‘Terzo settore’ ha introdotto il Servizio civile universale che porta a compimento l’ispirazione degli obiettori di coscienza al servizio militare secondo cui ‘la Patria si difende anche senza armi’ e contribuisce alla piena attuazione di quanto previsto negli articoli 11 e 52 della Costituzione realizzando iniziative di promozione della pace e della nonviolenza”, conclude Licio Palazzini presidente della Conferenza nazionale enti di Servizio civile. 

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia