Diritti / Opinioni

L’Italia che nega la tortura deve preoccuparci

La risposta delle istituzioni alle denunce dei migranti raccolte da Amnesty nel rapporto sugli hotspot è un messaggio ambiguo e minaccioso. "Distratti dalla libertà", la rubrica di Lorenzo Guadagnucci
Tratto da Altreconomia 188 — Dicembre 2016
Franco Gabrielli, capo della Polizia, ha commentato così i contenuti del rapporto di Amnesty dedicato agli hotspot: “Smentisco categoricamente che vengano utilizzati metodi violenti sui migranti sia nella fase di identificazione che di rimpatrio” - flickr
Franco Gabrielli, capo della Polizia, ha commentato così i contenuti del rapporto di Amnesty dedicato agli hotspot: “Smentisco categoricamente che vengano utilizzati metodi violenti sui migranti sia nella fase di identificazione che di rimpatrio” - flickr
“Cretinaggini”: il vocabolo è inconsueto e si fatica a reperirlo nei dizionari della lingua italiana. Ancora più inusuale è che un epiteto del genere sia scelto da un importante funzionario pubblico, qual è il prefetto Mario Morcone, responsabile del Dipartimento immigrazione del ministero dell’Interno. Lo ha usato per definire i principali contenuti di un Rapporto dedicato a quanto accade nei cosiddetti hotspot, i centri di identificazione per migranti, da Amnesty International, la maggiore organizzazione  internazionale di tutela dei diritti umani,...

Per accedere a questo contenuto abbonati o acquista la rivista in digitale


Hai già acquistato la rivista o sei abbonato? Accedi per usufruire dei contenuti.

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia