Diritti

L’Italia, le dittature e la merce umana

La natura delle relazioni internazionali che si intrattengono, sono un buon misuratore della qualità di una democrazia. In questi giorni il nostro paese si sta distinguendo per i dinsivolti rapporti con alcune delle autocrazie dell’area mediterranea. Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni,…

La natura delle relazioni internazionali che si intrattengono, sono un buon misuratore della qualità di una democrazia. In questi giorni il nostro paese si sta distinguendo per i dinsivolti rapporti con alcune delle autocrazie dell’area mediterranea.

Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è appena reduce da una visita in Tunisia, paese governato con pugno di ferro dal presidente Ben Ali, in carica da decenni, dove ha concordato il rientro di decine di persone colpevoli di avere cercato un’occasione di vita migliore sbarcando sul sacro suolo italiano. Maroni è tornato soddisfatto: ha piazzato l’eccedenza umana che riempiva i nostri Cpt.

Nel frattempo arriva in parlamento la ratifica degli accordi stipulati qualche mese fa con il colonnello Gheddafi. In questo caso, l’accordo è piuttosto oneroso per l’Italia, che è stata costretta a pagare per le proprie responsbailità pecuniarie, ma anche stavolta l’obiettivo del nostro governo è stato chiaro: bloccare i movimenti verso l’Italia, garantirsi la possibilità di deportare in Libia gli indesiderati.

La democrazia è decisamente un’altra cosa.

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