Diritti

L’indifferenza per la città dei poveri

La vicenda dei rom romeni sgomberati dal campo ex Osmatex in località Osmannoro, fra i comuni di Firenze e Sesto Fiorentino, si è chiuso con la sistemazione – momentanea – di tutte le persone allontanate dai loro ripari, al termine…

La vicenda dei rom romeni sgomberati dal campo ex Osmatex in località Osmannoro, fra i comuni di Firenze e Sesto Fiorentino, si è chiuso con la sistemazione – momentanea – di tutte le persone allontanate dai loro ripari, al termine di un tira e molla e di litigi pubblici che hanno ruotato attorno alla clamorosa iniziativa della Chiesa valdese fiorentina, che ha ospitato per qualche giorno decine di rom in una sua chiesa nel centro di Firenze.

La vicenda ha messo a nudo tutte le debolezze e le contraddizioni delle istituzioni locali, ormai refrattarie a considerare se stesse come garanti dei diritti delle persone, di tutte le persone. E’  vero che alla fine l’assessora fiorentina Stefania Saccardi si è data da fare, insieme con la Caritas, per trovare soluzioni temporanee per le famiglie sgomberate, ma nel frattempo la stessa assessora ha accusato la Chiesa valdese di avere agito in modo intempestivo e sbagliato, senza coordinarsi con le istituzioni, che però sono intervenute – soltanto il Comune di Firenze, nel disinteresse invece del Comune di Sesto, che pure è stato responsabile diretto dello sgombero – solo dopo il clamore suscitato dall’iniziativa dei valdesi, i quali ospiteranno per qualche tempo alcune famiglie in una loro struttura e pagheranno il viaggio in Romania a chi deciderà di tornare in patria.

La verità è che i Comuni hanno tenuto il punto sulla questione chiave, e cioè la loro dichiarata non competenza circa i diritti sociali minimi dei rom romeni, considerati dei non cittadini, delle non persone. La riprova è nel rifiuto opposto da tutti i Comuni – incluso Firenze – alla soluzione indicata dalla Regione Toscana, che avrebbe provveduto a collocare delle strutture provvisore, tramite la Protezione civile, se un Comune dell’area fiorentina avesse accettato questa formula e individuato l’area. Niente da fare. Non c’è emergenza umanitaria che tenga, e non serve nemmeno invocare principi di fondo come l’eguaglianza fra le persone, la solidarietà, l’accesso per tutti ai diritti di base.

Le amministrazioni locali ritengono di avere altri compiti; la presenza di decine, centinaia di famiglie di "invisibili" ai margini delle città non le riguarda. La città che vedono è la città dei ricchi; con la città dei poveri non desiderano contatti e perciò si irritano quando qualcuno, come la Chiesa valdese nel caso fiorentino, prende l’iniziativa e punta i riflettori sulla loro indifferenza.

 

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