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Cultura e scienza / Approfondimento

Le opere “scomode” escono dai depositi per decolonizzare i musei

© facebook.com/@museodellecivilta/

Anche nelle istituzioni culturali italiane si riflette su come affrontare un passato tenuto nascosto per decenni. L’esempio del Museo delle civiltà di Roma offre uno spunto per una nuova narrazione di oggetti esposti a scopo di propaganda

Tratto da Altreconomia 280 — Aprile 2025

Che cosa fare con gli ex musei coloniali? La questione di come comportarsi con le collezioni e i musei creati durante il colonialismo per esaltare le conquiste europee è più che mai attuale e controversa. Fino a pochi decenni fa il tema era stato infatti affrontato soltanto da alcuni studiosi, mentre le istituzioni non si erano impegnate per rivedere le esposizioni, optando se mai per lasciare le proprie collezioni nei magazzini. Negli ultimi anni invece l’attenzione per il tema è aumentata radicalmente e si sono così moltiplicati anche gli sforzi dei musei per affrontare un passato scomodo.

Sulle pagine di questa rivista vi avevamo raccontato il tentativo dell’AfricaMuseum -l’ex museo coloniale del Belgio- di decolonizzarsi e cioè di rinnovarsi per “presentare una visione contemporanea e decolonizzata dell’Africa”, come spiega l’istituzione stessa. Ma questo processo non riguarda solo questa istituzione culturale: pur seguendo strategie diverse e non sempre considerate efficaci, ne

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