Esteri / Approfondimento

Le colpe di Bolsonaro nella diffusione del Covid-19 in Brasile

Il presidente avrebbe intenzionalmente contribuito al propagarsi del virus nel Paese, disseminando notizie false. Nella struttura parallela coinvolti anche ministri e medici. Il 26 ottobre la votazione in Senato che potrebbe portare Bolsonaro a essere giudicato per crimini contro l’umanità. Ad Anguillara Veneta ne è stata proposta la cittadinanza onoraria

Il presidente Jair Bolsonaro © Palácio do Planalto-Flickr

Un sentimento di rabbia si mescola alle certezze documentate nelle 1.200 pagine del rapporto realizzato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta (Cpi) del Senato che accusa il presidente Jair Bolsonaro di undici reati per la pessima gestione della pandemia da Covid-19 in Brasile. I reati si dividono in tre categorie: crimini comuni, crimini di responsabilità e crimini contro l’umanità. Nei guai anche i suoi figli e altre 64 persone. Nella tragedia della pandemia circa 600mila brasiliani hanno perso la vita: secondo il report, 300mila morti potevano essere evitate se il negazionismo del governo non avesse prevalso.

Il documento sarà votato dal Senato martedì 26 ottobre. Se verrà approvato dalla maggioranza, le accuse contro il presidente saranno valutate da tre organi: la procura generale che valuterà un’eventuale denuncia penale contro Bolsonaro per i reati comuni: la Camera dei Deputati, che analizzerà i crimini di responsabilità e l’eventuale apertura di un procedimento di impeachment, e la Corte penale internazionale che potrà valutare le accuse di crimini contro l’umanità.

La pandemia da Coronavirus ha trovato nel Brasile un grandissimo alleato. Andando contro le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per limitare la diffusione del virus, si legge nel report, Bolsonaro ha intenzionalmente lasciato che il Covid-19 dilagasse nel Paese, come rivelato da Altreconomia nello scorso aprile. Il testo spiega che le linee guida fornite dal governo federale, sia nelle dichiarazioni del presidente sia nelle informazioni diffuse dal ministero della Salute, mostrano come l’obiettivo del governo fosse esporre i brasiliani al contagio di massa cercando di eliminare la pandemia attraverso la cosiddetta immunità di gregge.

Il rapporto svela l’esistenza di un organo parallelo composto da medici, politici e uomini d’affari che per tutto il 2020 e il 2021 ha lavorato nell’ombra, fornendo indicazioni a Bolsonaro su come gestire la pandemia in contrasto con gli esperti del ministero della Salute. Questo ufficio parallelo mirava alla cura precoce della malattia attraverso un “kit-Covid” composto da farmaci inefficaci, tra cui la Clorochina. Questa rete criminale ha di fatto influenzato le decisioni politiche del governo, che appunto ha adottato la strategia del trattamento precoce e ha concentrato le proprie risorse nella produzione di Clorochina a livello industriale. Anche l’esercito brasiliano ha partecipato allo sforzo governativo e ha prodotto il farmaco “per dare speranza ai cuori afflitti”, come si legge nella giustificazione inviata alla Corte dei conti che indaga su un presunto sovrapprezzo nell’acquisto della materia prima per produrre il farmaco. Nel 2019 un chilo di siero costava 488 reais (circa 73 euro), nel 2020 è stato acquistato per 1.304 reais (circa 196 euro): un aumento del 167,21%. Tutte le medicine del kit-covid hanno avuto un notevole incremento nelle vendite: comparando i dati del 2020 e 2019, Ivermectina ha avuto un aumento pari al 648%, Azitromicina del 106%, Clorochina e Idrossiclorochina 48%.

Sull’Idrossiclorochina c’è un capitolo a parte. Secondo il documento, l’azienda privata brasiliana Prevent Senior avrebbe usato vite umane come “cavie” per testare l’efficacia del farmaco. I risultati di questa presunta ricerca sono stati diffusi da Bolsonaro anche se non era stata autorizzata dalla Commissione nazionale per l’etica della ricerca (Conep) e gli ex medici di Prevent Senior hanno accusato l’azienda di frodare i risultati. Inoltre Prevent Senior costringeva i propri medici a prescrivere il “kit-Covid” e a omettere i decessi causati dalla malattia nei certificati di morte di alcuni suoi pazienti. Nella lista delle persone denunciate dalla Commissione d’inchiesta del Senato appaiono anche cinque ministri fra i quali Marcelo Quiroga e Eduardo Pazuello (attuale ed ex ministro della Sanità), Ernesto Araújo (ex-ministro degli Esteri), dodici medici e sei giornalisti.

Non solo. Il report mostra come Bolsonaro abbia politicizzato la pandemia per difendere le sue ideologie negazioniste usando tutti gli strumenti che aveva a sua disposizione. La Commissione ha denunciato l’esistenza di un’organizzazione strutturata e divisa in cinque nuclei interconnessi -quello di comando, il formulatore, il politico, quello di produzione e diffusione delle fake news e quello del finanziamento- che agiva con il solo scopo di disseminare informazioni false basate sulle idee difese dal presidente della Repubblica.

Secondo il documento, lo stesso Bolsonaro (oltre ai suoi figli, il senatore Flávio Bolsonaro, il deputato federale Eduardo Bolsonaro e il consigliere del comune di Rio de Janeiro Carlos Bolsonaro) fa parte del nucleo di comando, vale a dire la testa dell’organizzazione, responsabile per l’orientamento strategico delle azioni. Per diffondere le fake news governative, la rete ha utilizzato 15 mezzi stampa fra giornali online e blog, oltre ai social media e piattaforme di contenuti digitali come YouTube, Instagram, Facebook, Twitter e Twitch.TV.

“Le fake news legate al Covid-19 hanno coinvolto diversi argomenti come l’origine del virus con attacchi xenofobi alla Cina; l’opposizione infondata all’isolamento sociale; la divulgazione che il Supremo tribunale federale avrebbe vietato al governo di agire nella lotta contro la pandemia; l’incoraggiamento del ‘trattamento precoce’; la disinformazione sul numero di decessi per Covid-19; la contestazione sull’efficacia dell’uso delle mascherine e infine la pubblicità contro la vaccinazione”, si legge nel rapporto. Per la Commissione il falso senso di sicurezza, innescato da informazioni non veritiere, ha contribuito in modo decisivo all’aumento del numero dei contagiati e dei decessi. Il senatore Otto Alencar, membro della Cpi, ha dichiarato che “la gestione della pandemia in Brasile è stata consegnata a persone incompetenti e corrotte”.

Oltre al danno, la beffa. In Italia la sindaca della città di Anguillara Veneta (PD), Alessandra Bosa, ha deciso di mettere ai voti la concessione della cittadinanza onoraria a Bolsonaro visto che i suoi bisnonni sono originari della città. La riunione del Consiglio comunale è stata fissata per il pomeriggio di lunedì 25 ottobre alle ore 18. Il fatto ha suscitato molte polemiche: alcuni candidati dell’opposizione, insieme ai cittadini di Anguillara e religiosi italiani che vivono in Brasile, hanno chiesto alla sindaca di cambiare idea. Ufficialmente Bolsonaro, che non è vaccinato, verrà in Italia questa settimana per partecipare all’incontro del G20 che si svolgerà a Roma il 30 e 31 di questo mese. Il governo ha confermato la sua presenza soltanto la settimana scorsa, forse dopo essere stato contattato dal governo di Anguillara per informarlo sull’evento.

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