Diritti

Le cifre ingannano, compagna Aubry

In Francia è in corso un’interessante discussione, che mostra quanto sia diffuso in Europa l’uso politico della cronaca nera, in sostanza l’idea di governare (in questo caso fare opposizione) attraverso la "politica della criminalità". Martine Aubry, prima segretaria del partito…

In Francia è in corso un’interessante discussione, che mostra quanto sia diffuso in Europa l’uso politico della cronaca nera, in sostanza l’idea di governare (in questo caso fare opposizione) attraverso la "politica della criminalità".

Martine Aubry, prima segretaria del partito socialista, ha accusato la destra di non riuscire a controllare la criminalità, sostenendo che i reati contro la persona sono cresciuti del 40% nel periodo dell’attuale presidenza Sarkozy. Aubry pensa forse di "smascherare" in questo modo la destra francese, che sulla propria attitudine al "pugno duro" ha costruito l’ultimo successo elettorale (il passaggio di Sarkozy al ministero dell’Interno è stato decisivo).

Come riferisce l’articolo di Liberation allegato, in realtà Aubry raddoppia l’andamento segnalato dalle statistiche sulla criminalità (l’aumento dei reati contro la persona è stato del 19%) e soprattutto fa un uso dell statistiche assolutamente avventato.

Il giornalista perfidamente segnala che un aumento del 40% ci fu semmai nel periodo dei governi socialisti, ma poi sviluppa una serie di opportune osservazione, che è raramente capitato di leggere sui giornali italiani nei mesi ed anni scorsi, quando si è sproloquiato attorno alle statistiche sulla criminalità e alla "emergenza sicurezza" dovuta alla teorizzata propensione degli immigrati a delinquere.

Le statistiche criminali, nota il giornalista, vanno valutate con grandissima cautela, sapendo che non riflettono automaticamente l’andamento reale della criminalità: la maggior parte dei reati sfuggono, perché non denunciati, non scoperti, non recepiti nelle statistiche.

L’esempio di Liberation riguarda proprio le violenze sulle persone citate dalla Aubry. La maggior parte di quelle commesse all’interno della famiglia non sono denunciate (si stima che solo il 10% lo siano) e oltretutto le statistiche possono portare a letture errate se non capovolte della realtà: nella banlieue parigina di Seine-Saint-Denis un progetto di ascolto e di contatto con le donne ha portato alla luce casi di violenze non denunciate, gonfiando le cifre di quella circoscrizione, dove il lavoro avviato dai servizi sociali condurrà probabilmente a una riduzione delle violenze domestiche: un clima di conoscenza, fiducia, consapevolezza diffusa ha questi effetti. Ma i numeri indicheranno il contrario.

 

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