Diritti

Le buone ragioni del calciatore De Rossi

Il calciatore Daniele De Rossi, parlando della "tessera del tifoso", ha chiamato in causa i poliziotti con una battuta – pare che abbia detto "viste le ultime vicende servirebbe la tessera del poliziotto" – che ha suscitato proteste e indignazione….

Il calciatore Daniele De Rossi, parlando della "tessera del tifoso", ha chiamato in causa i poliziotti con una battuta – pare che abbia detto "viste le ultime vicende servirebbe la tessera del poliziotto" – che ha suscitato proteste e indignazione. De Rossi, da tempo contrario alla schedatura progettata dal ministro Maroni, stava probabilmente pensando al caso di Stefano Gugliotta, il giovane picchiato e arrestato sotto casa senza motivo dopo una partita e "salvato" dalla pubblicità data al caso, grazie a un filmato ripreso da un terrazzo e alla denuncia di familiari e amici rilanciata dai media.

De Rossi non ha torto: semmai, anziché una "tessera del poliziotto", servirebbe un semplice codice di riconoscimento sulle divise degli agenti. Chiederlo, non è un attacco alle forze di polizia, ma una misura di garanzia rispetto ad abusi che sono sempre possibili e anzi si stanno moltiplicando. Gli stessi agenti ne trarrebbero vantaggio, perché frenerebbe le "teste calde" (ce ne sono) che compiono abusi (o sono spinti a compierne, vedi Genova G8) nella convinzione dell’impunità.

Se invece di scagliarsi contro De Rossi, ascoltassimo il suo suggerimento, renderemmo un servizio alle stesse forze di polizia, che da certe difese d’ufficio, piuttosto ipocrite, ricevono solo danno.

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