Economia

L’attacco ai diritti del lavoro parte contro i sindacalisti

Il 19 giugno, mentre a Ginevra si teneva la novantottesima Conferenza internazionale del lavoro, due sindacalisti colombiani sono stati uccisi. È solo l’ultimo omicidio in ordine di tempo, e non è un caso isolato: nel 2008, in Colombia sono stati…

Il 19 giugno, mentre a Ginevra si teneva la novantottesima Conferenza internazionale del lavoro, due sindacalisti colombiani sono stati uccisi. È solo l’ultimo omicidio in ordine di tempo, e non è un caso isolato: nel 2008, in Colombia sono stati uccisi 49 sindacalisti, e nei primi mesi di quest’anno il numero è ulteriormente aumentato, di 17 unità.
Nel dicembre 2008, dopo l’ennesimo omicidio di un sindacalista, il direttore della Corporación Autónoma Regional del Valle del Cauca, William Garzón Solís, ha dichiarato di avere una lista coi nomi di 50 sindacalisti di cui vorrebbe sbarazzarsi nello stesso modo.
Il 95% di questi crimini non ha un colpevole e resta impunito, e, se oltre alle uccisioni, si considerano anche violenze, vessazioni e torture, la percentuale di impunità sale al 99,9%. Da quando la crisi economica è iniziata la difesa dei diritti dei lavoratori è sempre più in pericolo: i governi reprimono sempre più duramente le manifestazioni dei lavoratori.  Al primato negativo colombiano si affianca quello guatemalteco, con nove morti nel 2008, seguono poi le Filippine e l’Honduras (con 4 morti).
Le ripetute violenze scoraggiano i lavoratori, soprattutto i giovani, ad iscriversi ai sindacati per difendere i propri diritti: secondo Domingo Tovar, segretario del sindacato colombiano Central Unitaria de Trabajadores, il movimento dei lavoratori ha perso circa 3mila membri. 
Numerose società canadesi, statunitensi, svizzere e spagnole sono coinvolte negli abusi dei diritti dei lavoratori: Tovar ha specificamente menzionato la multinazionale Chiquita e la svizzera Nestlé, già accusata dalla International Union of Food Workers di violare i diritti dei lavoratori in India. Durante Conferenza internazionale del lavoro la International Trade Union Confederation ha inviato una lettera al presidente colombiano Alvaro Uribe, chiedendo di fare chiarezza sugli omicidi dei sindacalisti e sulle numerose violazioni dei diritti dei lavoratori (ne sono state registrate più di 10mila).

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