Economia

L’accordo fiscale con le Svizzera è una truffa

L’Italia sta negoziando un accordo con la Svizzera secondo un modello conosciuto come "Rubik". Secondo quando promesso, dovrebbe aumentare il gettito dai conti bancari svizzeri di ricchi evasori fiscali italiani, pur mantenendo i loro conti segreti.
"In realtà sarebbe un disastro per l’Italia", sostiene Tax Justice Network

"L’Italia non deve firmare un accordo fiscale con la Svizzera. Si tratta di una truffa".
L’Italia sta negoziando un accordo fiscale con la Svizzera -il modello"Rubik"- che dovrebbe aumentare il gettito dai conti bancari svizzeri di ricchi evasori fiscali italiani, pur mantenendo i loro conti segreti.
Sarebbe un disastro per l’Italia, non solo per motivi etici, ma perché i miliardi promessi non arriveranno. In realtà un tale accordo sarebbe addirittura negativo per le entrate italiane.
Peggio ancora, gli accordi Rubik sono il risultato del tentativo dei banchieri svizzeri di sabotare una grande iniziativa globale sulla trasparenza finanziaria. La posta in gioco è alta.

Rubik: tanti buchi quanto un formaggio svizzero
La Svizzera ha già firmato accordi bilaterali in materia fiscale con la Gran Bretagna, la Germania
e l’Austria con il modello Rubik, in cui la Svizzera si impegna a tassare i patrimoni non dichiarati dei cittadini benestanti di questi Paesi, pur mantenendo i loro conti svizzeri segreti. Le offerte sono tutte quasi identiche a parte le aliquote fiscali. Oggi la Svizzera sta trattando con la Grecia, l’Italia, il Belgio.
Il modello svizzero contiene lacune così numerose e palesi che aggirarlo è un gioco da ragazzi, tanto che un consulente fiscale di Zurigo ha detto -riferendosi agli accordi inglesi-: "Questo è al di là di patetico. La Svizzera starà ridendo a crepapelle"
Abbiamo calcolato che al massimo le possibili entrate per l’Italia da un accordo svizzero Rubik sarebbero di circa 4 miliardi di euro. Nella realtà saranno ben al di sotto di tale limite -che di per sé è insignificante rispetto ai 62miliardi di euro di deficit di bilancio dello scorso anno- ma sarebbe compensati da maggiori perdite altrove.

Uno strumento per il sabotaggio svizzero
Il modello "Rubik" è stato infatti progettato dall’associazione dei banchieri svizzeri (Sba) come uno strumento politico per sabotare i progressi globali verso il gold standard di trasparenza, ovvero per sabotare un efficace scambio automatico di informazioni. L’Sba questo lo ammette pubblicamente. Rubik, si dice, è stato creato "per impedire lo scambio automatico di informazioni."
In particolare, si prende di mira la direttiva europea sulla tassazione del risparmio (EUSTD, vedi sotto) un progetto paneuropeo di trasparenza che è entrato in vigore nel 2005. Anche l’EUSTD è piena di scappatoie, ma alcuni importanti emendamenti -se approvati- potrebbero renderla molto efficace, e aumentare le entrate fiscali da conti off-shore per la prima volta nella storia. Questi emendamenti che sono il vero obiettivo di Rubik.
La Svizzera ha tenuto d’occhio il progresso politico di tali modifiche fino a convincere la Germania, la Gran Bretagna e altri ad aderire alle sue (inefficaci) offerte fiscali, utilizzando la tattica del divide et impera in Europa. In questo complesso gioco di scacchi politico, anche i paradisi fiscali europei di Lussemburgo e Austria, che sostengono la Svizzera, utilizzano Rubik come pretesto per bloccare gli emendamenti.

In sintesi, il progetto Rubik non solo non aumenterà le imposte agli italiani ricchi, ma rischia di sabotare il solo progetto con una possibilità di tassare questi conti per la prima volta. Peggio ancora, affrire ai ricchi evasori fiscali italiani garanzie di segreto finanziario e di trattamenti speciali è profondamente pericoloso per la democrazia e lo Stato di diritto.
Se questo progetto dei banchieri svizzeri avrà successo, l’
Italia e gli altri Paesi europei permetteranno l’impunità per le loro ricche élite – e avranno minori entrate fiscali.
L’Italia deve guardarsi banchieri svizzeri che portano doni. Il ‘dono’ qui dovrebbe essere letto come la traduzione della parola tedesca "Gift": veleno.

La Direttiva Europea sul Risparmio fiscale (EUSTD)
Si tratta di un accordo di cooperazione tra 42 Paesi europei e altri partner (tra cui la Svizzera e paradisi fiscali come le Isole Cayman), in cui i Paesi si scambiano informazioni fiscali l’un con l’altro, in modo che essi possano tassare i loro cittadini oltre frontiera. Come il modello svizzero Rubik, anche l’attuale versione  del EUSTD è piena di lacune, ma alcuni importnati emendamenti sono in attesa di approvazione. Questi potrebbero annullare tutte le scappatoie di cui sopra e raccogliere per la prima volta molto gettito. (Vedi altro qui e qui.)
La nostra nota informativa allegata fornisce ulteriori informazioni sul modello Rubik, e i nostri calcoli dettagliati.

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia