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L’accademia dello chef

Ad Abbiategrasso, nel milanese, il Comune vuole trasformare l’ex convento dell’Annunciata -un edificio pubblico che ora ospita iniziative culturali in ambito musicale e teatrale- in una scuola di alta cucina guidata da Carlo Cracco, il celebre giudice di Master Chef. E in attesa di affidare l’immobile in concessione alla srl di Cracco, lo dà per un anno in comodato a un’associazione che lui presiede

Tratto da Altreconomia 168 — Febbraio 2015

Carlo Cracco entrerà nell’ex convento dell’Annunciata di Abbiategrasso per l’Expo. Non lo farà, per il momento, con la Cracco Investimenti srl, per aprire la sua “Accademia internazionale della cucina d’Autore”, ma attraverso l’associazione Maestro Martino, di cui lo chef è presidente.
Non è possibile, infatti, portare a termine la gara per affidare in concessione, per un periodo fino a trent’anni, i locali dell’Annunciata, restaurati grazie a un finanziamento pubblico di oltre 11,4 milioni di euro, di cui abbiamo raccontato su “Altreconomia” di febbraio (nel pezzo che leggete qui sotto): manca -tra l’altro- il parere della Soprintendeza.
Perciò, per non perdere il “volano di Expo”, con una delibera del 22 gennaio scorso, la Giunta comunale ha deciso per l’affidamento in via provvisoria, e in comodato, dell’immobile, da “utilizzare […] nell’ambito delle iniziative collaterali ad Expo 2015 e, dunque, poter realizzare nel corso dell’anno 2015 una serie di iniziative ed eventi straordinari, correlati ad Expo
2015 e volti a promuovere e valorizzare le eccellenze produttivo-gastronomico del territorio, la cucina d’autore ed il Made in Italy”. Il Comune ha pertanto valutato “positivamente la manifestazione di interesse presentata dall’Associazione
Maestro Martino, con sede a Milano, via Lomazzo 11, il cui presidente è il Sig.Carlo Cracco, già Socio Unico e Amministratore della Cracco Investimenti S.r.l., soggetto unico ammesso alla
seconda fase della procedura di affidamento in concessione del suddetto Convento dell’Annunciata”. Il comodato dura per il momento un anno, ma il contratto è rinnovabile.

Nel parcheggio lungo la statale dell’Esticino, che attraversa Abbiategrasso, c’è Carlo Cracco
. Il volto dello chef è ritratto su un furgone, parcheggiato a poche centinaia di metri dal municipio della cittadina, una ventina di chilometri a Sud ovest di Milano. Il mezzo è di proprietà della San Carlo, e consegna patatine fritte tra bar e negozi di generi alimentari. Dal 2014, Cracco è il testimonial dell’azienda. Il claim della campagna è una frase attribuita allo chef vicentino, “la cucina ha bisogno di audacia”. E audace, secondo la lista Cambiamo Abbiategrasso, all’opposizione in consiglio comunale, è la decisione del Comune che starebbe negoziando con Cracco Investimenti srl, una società controllata al 100 per cento da Cracco, la concessione dei locali dell’Ex Convento dell’Annunciata, un immobile di pregio alle porte della città. Ospitava frati dell’ordine dei francescani, e all’interno della chiesa, che oggi è un auditorium, c’è un affresco del Cinquecento, realizzato da Nicola Mangoni, della scuola di Caravaggio. “L’Annunciata è un luogo pieno di memoria, con un forte carico sociale -spiega Domenico Finiguerra, capogruppo di Cambiamo Abbiategrasso-: fin dal Secondo dopoguerra, è stato un rifugio per tutti coloro che arrivavano in città dal Meridione d’Italia o da altre zone della Lombardia. Recentemente, all’Annunciata hanno trovato riparo i migranti”. Se l’Ex Convento fosse affidato a Carlo Cracco, si trasformerebbe in una Accademia di cucina. Secondo Finiguerra, ciò significa “banalizzarlo, con un intervento molto distonico rispetto al significato culturale del luogo”.

Il sindaco di Abbiategrasso, Pierluigi Arrara, la pensa diversamente. Quando lo incontriamo, nel suo ufficio in municipio, spiega che per lui Carlo Cracco è “Maradona”, e che lui l’Annunciata l’affida solo a un fuoriclasse. “La scuola di alta cucina si lega al nostro territorio, una città che si è de-industrializzata (qui si fabbricavano le tv della Mivar, ndr), per riscoprire la propria vocazione agricola, legata  al food e al turismo” dice Arrara.
La sua giunta ha avviato a fine gennaio 2014 l’iter per affidare in concessione una parte dei locali dell’Annunciata, che dovrebbero ospitare una “Accademia internazionale della cucina d’Autore”, con la “a” maiuscola. Il 22 maggio scorso, la giunta ha approvato il verbale con cui ha preso atto che erano arrivate due “manifestazioni d’interesse”, solo una delle quali -però- rispondeva ai requisiti indicati dalla procedura ad evidenza pubblica, appunto quella di Cracco Investimenti.

Secondo Cambiamo Abbiategrasso, il risultato era scontato: il bando sarebbe stata una ricetta i cui ingredienti erano presenti solo nel paniere di Carlo Cracco. In particolare, quelle che vengono indicate come qualifiche “tecniche”, e rappresentate dalla presenza dello chef, con i suoi ristoranti, all’interno di alcune delle guide e delle classifiche che ogni anno vengono dedicate al settore food.
Il bando predisposto dal Comune di Abbiategrasso ne prende in considerazione ben quattro: la guida Michelin, con le “due stelle” assegnate per gli anni 2013 e 2014; la guida dell’Espresso, anche se qui basta la presenza nel 2013 e una votazione di 18/20; la guida del Gambero Rosso, con una segnalazione che torna biennale, nel 2013 e 2014, e una valutazione di due forchette; infine, l’essere stato classificato almeno per quattro anni nella “The World’s 50 Best Restaurants sponsored by S. Pellegrino”.
C’è poi un’altra “condizione”, che è l’essere “titolare […] di almeno un contratto di consulenza per l’area food con una primaria azienda in Italia e/o straniera per l’importo di almeno 120mila euro”.

Leggendo il bilancio della Cracco Investimenti srl non è facile capire quali siano le attività che vanno a comporre i ricavi complessivi dell’azienda, che nel 2013 hanno toccato i 3,94 milioni di euro, in crescita rispetto al 2012 (3,05 milioni) e al 2011 (2,85 milioni), ma la lista Cambiamo Abbiategrasso ha “ritagliato” dai giornali più articoli, che danno conto delle collaborazioni di Carlo Cracco, che vanno dal ruolo di testimonial per le patatine San Carlo alla consulenza per numerosi e importanti ristoranti nel nostro Paese. È a Cracco Investimenti che fanno capo le attività economiche di Cracco (tra le quali spicca il “Ristorante Cracco”, nella centralissima via Victor Hugo a Milano) e l’immagine dello chef, che ha conquistato la notorietà come giudice di Master Chef ed è autore di alcuni food-best-sellers, come “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno” e “Dire, fare, brasare”, entrambi per Rizzoli.

A fine 2014, l’opposizione ha preso forma di una interrogazione e di un dibattito aperto in consiglio comunale, dopo che il 26 novembre, a margine di un’intervista a Carlo Cracco pubblicata sul Corriere della Sera, veniva dato per certo l’avvio nel corso del 2015 della “sua scuola di cucina ad Abbiategrasso”.
Lo chef non ha voluto rispondere alle domande di Altreconomia. Pierluigi Arrara, sindaco di Abbiategrasso, ha assicurato che l’Accademia non partirà prima del 2016, ma ha aggiunto che Cracco e l’amministrazione stanno trattando la realizzazione di alcune iniziative durante il periodo di Expo. Per quanto riguarda il progetto, che potrebbe comportare la concessione dei locali dell’Annunziata per un periodo fino a trent’anni, il sindaco ha assicurato che verrà predisposto un adeguato bando di gara, cui potranno partecipare anche soggetti terzi. L’assessore Daniela Colla, rispondendo -nel mese di marzo del 2014- a un’interrogazione del gruppo PDL ha spiegato però che “l’Amministrazione si riserva di procedere alla successiva fase di gara con procedura negoziata”.

Prima che gli studenti di Cracco prendano posto nelle vecchie celle dei francescani dell’Annunciata, però, c’è di mezzo la risoluzione o la modifica di un Accordo di programma siglato nel 2003 dal Comune insieme a Regione Lombardia, Provincia di Milano e Università Statale, in base al quale è stata realizzata una ristrutturazione dell’Ex Convento dell’Annunciata, che è costata complessivamente 11.447.480,96 euro, di cui 7,88 milioni investiti da parte del Comune di Abbiategrasso. Qui avrebbe dovuto arrivare un distaccamento dell’Università Statale.  
Il recupero dell’Annunciata è stato possibile, ci ha raccontato il sindaco, in anni “grassi” per il bilancio comunale. Nel 2007, Abbiategrasso incassava 4,5 milioni di euro di oneri di urbanizzazione, che nel 2014 sono scesi a 300mila. Oggi, secondo Arrara, il Comune non è in grado di far fronte ai costi di gestione dell’immobile: i dati forniti dall’amministrazione spiegano che nel 2012 il complesso dell’Annunciata è costato 117mila euro, e nel 2013 142mila.

“Una parte dei costi rimarrebbe comunque a carico dell’amministrazione, ovvero quelli per il riscaldamento e la manutenzione dell’ex Chiesa, che è un auditorium e non è oggetto del bando” spiega Domenico Finiguerra di Cambiamo Abbiategrasso. “Abbiategrasso -aggiunge Finiguerra- non ha un cinema, non ha un teatro, pur ospitando ogni anno un festival del teatro di strada. L’Annunciata potrebbe essere la casa della cultura abbiatense”, una cittadina con oltre trentamila abitanti.
Com’è scritto, tra l’altro, nell’Accordo di programma del 2003. E come rende evidente una visita del complesso: chi si aggira tra le sale, oggi, trova in giro scene teatrali (qui si fanno le prove). Nel cortile dell’ex convento è stata scattata la foto che apre il sito dell’Accademia musicale dell’Annunciata, che da questo luogo prende anche il nome (www.accademiaannunciata.com). Dell’affaire Cracco, spiegano ad Ae, sanno quel che è uscito sui giornali. La stagione in corso si chiude il prossimo 19 giugno, con “Armonie barocche”, concerti di Vivaldi, Sammartini e altri compositori. La speranza è che non sia l’ultima. —
 

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