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La vittoria di Joe Biden e le conseguenze per la salute

© Gayatri Malhotra - Unsplash

Come cambieranno i rapporti tra gli Stati Uniti e l’Organizzazione mondiale della sanità, quale invece sarà l’esito dell’Accordo di Parigi sul clima o dell’impegno a ridurre le emissioni? Il commento di Paolo Crosignani (ISDE Italia) a un recente editoriale del “Lancet Respiratory Medicine”

Quali saranno le conseguenze della elezione di Biden? Se lo è chiesto recentemente la rivista Lancet Respiratory Medicine, una delle più autorevoli in campo medico, in un editoriale intitolato proprio “I risultati delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, il futuro dell’Organizzazione mondiale della sanità e degli Accordi di Parigi”.

Per provare a rispondere a questa domanda, l’editoriale riprende le dichiarazioni del nuovo presidente che riguardano il voler “proteggere e ricostruire” il sistema di sanità pubblica “Affordable Care Act”. Si tratta della legge per un “Sistema sanitario a prezzi accessibili”, nota anche come “Obama care” che intende dotare di tutela sanitaria anche coloro che non sono coperti dalle assicurazioni sanitarie.

Il secondo impegno del nuovo presidente riguarda i vaccini. Biden non ha ancora dichiarato se aderirà al COVAX, l’iniziativa congiunta tra la fondazione Gates (GAVI), la Coalizione per essere preparati alle Epidemie (Coalition fo Epidemic Preparedness, CEPI) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Ma comunque che darà agli Stati Uniti un ruolo di primo piano in questa battaglia. Sul “modello” GAVI sono state sollevate numerose perplessità. Consiglio al lettore il libro di Nicoletta Dentico “Ricchi e buoni? Le trame oscure del filantrocapitalismo” (EMI editore, 2020), che descrive e critica il modello “di mercato” fatto proprio dalla fondazione Gates ed i tentativi di questa di esportarlo nel mondo.

Tornando a noi: Biden ha anche confermato che rimarrà membro dell’Oms. Trump aveva dichiarato di volere abbandonare l’Organizzazione nel 2021, accusandola di essere totalmente sotto il controllo della Cina. Gli Stati Uniti sono il Paese che maggiormente contribuisce al bilancio dell’Oms con 419 milioni di dollari. Biden ha confermato che l’Oms sarà “fully resourced”, cioè dotata in pieno delle risorse necessarie.

Ma la più importante conseguenza della elezione di Joe Biden è il rientro negli Accordi di Parigi sul clima. Questi erano stati abbandonati dagli Stati Uniti ufficialmente il 4 novembre 2020. Lo scopo degli Accordi come noto è di limitare l’incremento della temperatura mondiale “ben sotto” i 2 gradi centigradi entro il 2100 rispetto ai livelli precedenti alla rivoluzione industriale.

L’articolo riporta anche il commento di Roy Harrison, professore di Salute ed ambiente all’Università di Birmingham: “È importante che aderisca (agli Accordi di Parigi, ndr) il maggior emettitore al mondo di gas serra e sarebbe da meravigliarsi se gli altri Paesi vi aderissero quando non lo facessero gli Stati Uniti”. In quattro anni Donald Trump ha revocato dozzine di regolamenti ambientali, incentivato l’industria del carbone e ha messo come direttore della Agenzia ambientale, l’Epa, un negazionista dei cambiamenti climatici.

Al contrario Biden ha presentato un insieme di misure per mitigare i mutamenti climatici. Nei primi 100 giorni di mandato ha in programma di convocare un summit mondiale sul tema per incoraggiare gli altri leader ad un forte impegno per ridurre le emissioni di anidride carbonica. Si è impegnato a portare entro il 2050 gli Stati Uniti ad emissioni zero, come si sono impegnati a fare la Cina, l’Unione europea, il Giappone e la Corea del Sud.

Biden ha promesso di investire nei prossimi dieci anni 1.700 miliardi di dollari nelle energie rinnovabili e di spingere per un bando dei sussidi ai combustibili fossili. “L’interruzione dell’uso di combustibili fossili porterà benefici immediati alla salute”, sostiene George Thurston della Facoltà di Medicina dell’Università di New York. L’Oms stima che ogni anno le vittime dell’inquinamento dell’aria siano sette milioni e che negli Stati Uniti il prezzo sia di 110.000 morti all’anno, metà dei quali attribuibili ai combustibili fossili. Lo stesso Thurston mette in guardia sul fatto che le multinazionali del fossile non vorranno abbandonare una risorsa che per loro è fonte di enormi guadagni.

Un elemento che potrà facilitare il compito di Biden sarà la possibilità per i Democratici di controllare il Senato se vinceranno le elezioni in Georgia nel gennaio 2021. Se questo non avvenisse Biden dovrà procedere a colpi di “ordini esecutivi” oppure persuadere i senatori repubblicani a sostenere le sue politiche. “Possiamo essere ottimisti per il futuro”, conclude l’editoriale di Lancet Respiratory Medicine.

Paolo Crosignani, già direttore della Unità di Epidemiologia ambientale, Istituto tumori, Milano, è membro di ISDE Italia – Associazione medici per l’ambiente

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