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La vita di una donna è un interesse collettivo

L’associazione Tiziana Vive, tra i cui promotori c’è anche Altreconomia, è stata ammessa come "ente esponenziale" nell’ambito del processo per femminicidio che vede imputato a Pavia Claudio Lissi, reo confesso dall’omicidio della moglie -Maria Cristina Omes- e dei due figli della coppia. "Vogliamo affermare la possibilità di unire il dolore privato" spiega Damiano Rizzi, promotore della rete e autore de "La guerra a casa". Tiziana era sua sorella, morta per mano del marito

L’associazione Tiziana Vive per la prima volta è stata ammessa come “ente esponenziale” in un processo per femminicidio. Si tratta di quello a carico di Claudio Lissi, reo confesso della strage di Motta Visconti (PV), avvenuta il 14 giugno del 2014: Lissi ha ucciso la moglie Maria Cristina Omes e i figli Giulia, 5 anni e mezzo, e Gabriele, 20 mesi. La prossima udienza è fissata per il mese di gennaio del 2016, e in quell’occasione Tiziana Vive rappresenterà -presso il Tribunale di Pavia- “interessi diffusi ovvero collettivi, che riguardano, quindi, un insieme di persone purché associatesi in un’organizzazione stabile, senza
scopo di lucro, con regole interne e riconoscimento legale” come viene descritto l’ente esponenziale di interessi lesi dal reato in un intervento di Daniele Chinnici sulla rivista Archivio Penale. “È così: la vita di una donna è un interesse collettivo”, spiega Damiano Rizzi, presidente della Ong Soleterre e promotore della rete Tiziana Vive, che prende il nome dalla sorella -Tiziana- uccisa dal marito nel luglio del 2013, a Landriano, in provincia di Pavia. “Nessuna donna deve essere uccisa. Nessun bambino dovrebbe mai finire la sua vita terrena per mano del proprio padre -aggiunge Rizzi-. Quindi la vita umana è sacra e in quanto tale va difesa da tutti. Insieme. Senza troppe parole. Altrimenti, se resta solo la difesa privata, abbiamo perso tutti quanti”.

“La guerra a casa”, pubblicato da Altreconomia edizioni, è il libro in cui Damiano Rizzi racconta come ha trasformato un dramma privato in una possibilità di vita, dando vita all’associazione Tiziana Vive. “L’ambulatorio di psicologia clinica di Landriano vede in media 3 accessi al mese, una trentina di nuovi casi nel 2015. Di questi, ci sono almeno 4 casi di violenza attualmente in carico: due si sono risolti con l’allontanamento del coniuge e una separazione coniugale legalmente in corso. Come sempre per la maggioranza donne anche quest’anno i casi riguardano in prevalenza la conflittualità di coppia e problemi relazionali”.

Nell’ambito del processo Lissi, Tiziana Vive non intende chiedere un risarcimento economico “ma affermare -conclude Rizzi- la possibilità di unire il dolore privato e trasformarlo in possibilità di esistenza piena, luoghi e spazi dove ha senso fare passare il concetto di sacralità del nostro cammino umano”. 
 

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