Diritti

LA TORTURA FRA NOI…

LA TORTURA FRA NOI Non si tratta di censura, perché la notizia sui giornali compare, ma di una più sottile forma di esclusione, che tradisce assuefazione: la sostanza è che a livello politico, etico, culturale la pratica su larga scala…

LA TORTURA FRA NOI

Non si tratta di censura, perché la notizia sui giornali compare, ma di una più sottile forma di esclusione, che tradisce assuefazione: la sostanza è che a livello politico, etico, culturale la pratica su larga scala della tortura, la violazione dei diritti fondamentali, non scandalizzano più nessuno. Amnesty International ha appena diffuso un drammatico rapporto sulle condizioni di detenzione in Iraq, dal quale si evince che la tortura – nonostante lo scandalo di Abu Ghraib – è ancora praticata (fino alla morte di alcuni detenuti) e che in alcune prigioni militari gestite dagli occupanti (la cosiddetta coalizione dei volonterosi guidata dagli Stati Uniti d’America) sono detenute migliaia di persone senza che contro di loro siano state formalizzate accuse specifiche. E’ l’ecatombe dello stato di diritto, della legalità internazionale. Nessuno – da Washington – si è nemmeno preso la briga di replicare, per tentare una smentita o dare giustificazioni, o promettere inchieste interne e provvedimenti per sanare gli abusi. Non serve, non importa. La notizia sul rapporto di Amnesty comparirà sui media, ma senza suscitare la  minima indignaizone. I giornali la riportano nelle pagine di esteri, come una notizia fra le altre. Nessuno – tranne il Manifesto, mi pare – perde tempo dedicandogli un commento. I politici, poi, fanno finta di nulla: si continuerà a parlare di Iraq, di relazioni internazionali, di "prestigiosi" interventi al Congresso facendo finta di nulla. Siamo assuefatti e ormai perduti, vittime di una micidiale miscela di cinismo, rassegnazione e servilismo.

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