Diritti

La marcia indietro della Fnsi non convince

Nel documento firmato come "Giornalisti contro il razzismo" avevamo espresso alcune perplessità sul ruolo della Fnsi nella giornata per la libertà d’informazione: il fatto di non avere indetto uno sciopero, rende la convocazione molto debole. Ora la giornata è stata rinviata…

Nel documento firmato come "Giornalisti contro il razzismo" avevamo espresso alcune perplessità sul ruolo della Fnsi nella giornata per la libertà d’informazione: il fatto di non avere indetto uno sciopero, rende la convocazione molto debole. Ora la giornata è stata rinviata al 3 ottobre, con una motivazione di fondo poco convincente, ossia il lutto per i sei soldati italiani uccisi (insieme con 15 civili non italiani) in Afghanistan, e diramando un comunicato che sembra sposare politicamente la missione militare, il che mi pare non dovuto e sbagliato, oltre che inopportuno.

Ecco il comunicato della Fnsi.

“Con profondo rispetto verso i caduti, nell’espressione di un’autentica, permanente volontà di pace quale condizione indispensabile di una informazione libera e pluralecapace di rappresentare degnamente i valori della convivenza civile, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha deciso, d’intesa con le altre organizzazioni aderenti (Cgil, Acli, Arci, Art. 21, Libertà e Giustizia e numerose associazioni sindacali, sociali e culturali), di rinviare ad altra data la manifestazione per la libertà di stampa programmata a Roma per sabato prossimo.
 In un momento tragico come questo ci stringiamo attoniti accanto ai nostri morti in Afghanistan. Sono morti dell’Italia che paga oggi un pesante tributo nella frontiera della sicurezza internazionale e della lotta al terrorismo. Il nostro rispettoso pensiero va subito ai soldati caduti, alle loro famiglie,alle Forze Armate che, in un Paese martoriato, rappresentano la nostra comunità in ossequio a risoluzioni dell’Onu, in una complicata ricerca di una via di uscita dell’Afghanistan dal terrore verso la democrazia. I giornalisti, che hanno pagato alti prezzi di sangue per il diritto-dovere di informare compiutamente i cittadini su dolorose vicende belliche e del terrorismo in ogni parte del mondo, rinnovando la solidarietà e il cordoglio nei confronti di tutti i caduti e delle loro famiglie, riconfermano l’impegno permanente per un’ informazione che dia sempre voce alle ansie, alle speranze, alle idee di tutti.”

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