Diritti

La manipolazione al potere

Nel beffardo mondo dei media e della politica – che ormai tendenzialmente coincidono – accade che il Comune di Roma, sotto l’amministrazione di Gianni Alemanno, attui una politica tutta legge e ordine, con misure pesantissime verso migranti e minoranze, e…

Nel beffardo mondo dei media e della politica – che ormai tendenzialmente coincidono – accade che il Comune di Roma, sotto l’amministrazione di Gianni Alemanno, attui una politica tutta legge e ordine, con misure pesantissime verso migranti e minoranze, e al tempo stesso sottoscriva con un signor ministro "un protocollo d’intesa contro le discriminazioni".

Non è schizofrenia ma cosciente manipolazione. Roma sotto Alemanno si è distinta per la dichiarazione di emergenza rom, lo sgombero di campi rom definiti abusivi, la creazione di campi rom ad alto tasso di segregazione (con un regolamento militaresco per la vita quotidiana delle persone che vi sono confinate) e poi l’ordinanza contro i lavavetri, i giocolieri e altre pesone che nella metropoli cercano di cavarsela come meglio possono.

L’idea che fa da sottofondo a queste misure è che i "bravi cittadini" – dotati di reddito sufficiente, autoctoni, integrati – devono restare separati da tutti quegli altri – marginali, diversi, poveri – indicati dal potere come una minaccia. E’ una visione inumana e aberrante, che una volta portata alle estreme conseguenze conduce a forme di apartheid legalizzato.

Nel frattempo si firma il patto contro le discriminazioni, con l’amministrazione che si propone come pacificatrice e punto di mediazione. Questo tragico gioco è condotto sulla pelle delle persone e fa specie che questa operazione, gravissima sul piano culturale, sia compiuta nell’indifferenza generale, con un consenso largo nel mondo politico: a destra per la natura autoritaria delle forze politiche che ne fanno parte, a sinistra per la lunga coda di paglia di chi inventò e sostenne, due anni fa, l’ordinanza fiorentina sui lavavetri, oggi imitata da Alemanno.

Le campagne sulla sicurezza hanno travolto gli argini morali e politici di una cultura – cattolica e di sinistra – che un tempo affondava le sue radici nell’idea dei diritti universali, dell’uguaglianza fra le perosne, e della solidarietà verso i più deboli. Siamo alla caporetto etica e culturale e la falsificazione avanza.

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