Diritti

La delazione e la caccia all’immigrato

Il manifesto riprodotto qui accanto è un documento importante: testimonia che la nozione di "razzismo istituzionale" non è un concetto da antropologi con labili connessioni con la realtà quotidiana. Il Comune di San Martino dall’Argine (Mantova) con una specifica affissione…

Il manifesto riprodotto qui accanto è un documento importante: testimonia che la nozione di "razzismo istituzionale" non è un concetto da antropologi con labili connessioni con la realtà quotidiana. Il Comune di San Martino dall’Argine (Mantova) con una specifica affissione ha invitato i cittadini a segnalare la presenza sul territorio comunale di "immigrati clandestini", in modo che l’amministrazione possa procedere alle opportune verifiche sul rispetto delle norme riguardanti la residenza e l’affitto.

E’ un’iniziativa, questa del piccolo Comune in mano alla destra, che si colloca nell’ampio filone delle "politiche per la sicurezza" e con un apparente richiamo al principio di legalità, visto che si fa riferimento diretto alle norme del "pacchetto sicurezza". In realtà nessuna legge obbliga i cittadini a segnalare la presenza di persone straniere prive di permesso di soggiorno; l’intenzione del Comune è semmai quella di accentuare la separazione fra "noi" (gli autoctoni) e "loro" (gli stranieri), ammiccando anche alla retorica sull’identità che tanta parte ha avuto nelle politiche della destra xenofoba di matrice leghista.

In molte amministrazioni della destra esistono assessorati all’identità e alle tradizioni (anche a livello regionale): in apparenza, e nella retorica ufficiale, si tratta di un omaggio alle radici e alle culture locali, ma la declinazione è tutt’altro che universalistica e serve piuttosto a tracciare dei confini, delle linee di esclusione. A Coccaglio, in provincia di Brescia, hanno addirittura chiamato in causa il Natale e le "tradizioni cristiane" per spingere alla delazione.

Quel che spaventa è che la reazione a simili aberrazioni, che hanno l’effetto di stigmatizzare piccoli gruppi sociali (gli immigrati) all’interno delle comunità in cui vivono e lavorano, esponendoli a ogni sopruso e vessazione, è stata assai debole. La Chiesa ha replicato senza eccessiva enfasi all’uso del Natale a fini di esclusione; in politica e nelle istituzioni non si è ricorso alle misure che sarebbero necessarie: manifestazioni, denunce alle autorità, richieste di sospensione per gli amministratori locali. E’ così che prende corpo il razzismo istituzionale.

L’associazione Articolo 3, che ha diffuso la notizia riguardante San Martino dall’Argine e un analogo invito del Comune di Ceresara, va il merito della segnalazione, ma vorremmo vedere un moto d’indignazione più vasto e soprattutto più sincero.

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