Diritti

LA CARTA DI BLAIR E I BRITANNICI SCHEDATI…

LA CARTA DI BLAIR E I BRITANNICI SCHEDATI In Gran Bretagna c’è una tradizione per cui nessuno porta mai con sé documenti personali di riconoscimento. Non esiste la carta d’identità da mettere nel portafoglio; l’obbligo di portarla, a volte ventilato, è…

LA CARTA DI BLAIR E I BRITANNICI SCHEDATI

In Gran Bretagna c’è una tradizione per cui nessuno porta mai con sé documenti personali di riconoscimento. Non esiste la carta d’identità da mettere nel portafoglio; l’obbligo di portarla, a volte ventilato, è sempre stato considerato come un’aberrazione, una violazione dei diritti del cittadino. Sul piano etico, questa ripulsa per i documenti d’identità si basa su una concezione molto alta della cittadinanza. Si ritiene che chiunque, a cominciare da un poliziotto, debba fidarsi dell’affermazione di ciascuno circa la propria identità e che non si possa parte da un sospetto – senza documenti, chiunque potrebbe mentire – per disciplinare i rapporti fra i singoli e gli apparati pubblici. Fra i britannici è diffuso un atteggiamento di lealtà e di appartenenza istituzionale che verrebbe disconosciuto e vilipeso – dicono i sostenitori di questa visione – se si pensasse di introdurre l’obbligo di portare sempre con sé una carta di riconoscimenti.

I tempi cambiameno rapidamente anche nelle isole britanniche, sottoposte in questi anni al vento gelido della normalizzazione lungo il filone terrorismo-guerra-sicurezza. Il governo Blair, già all’indomani dell’11 settembre, in nome della lotta al terrorismo ha concesso ampie deroghe alla tradizionale tutela delle garanzie individuali. Gli stranieri, in particolare, sono ormai destinatari di forme attenuate di protezione, e sono di fatto esclusi dalla cornice dello stato di diritto. In questo nuovo contesto, Tony Blair può annunciare con grande fermezza che saranno introdotte le carte d’identità nazionali. Il premier è convinto in questo modo di mettere a disposizione un nuovo strumento di lotta al terrorismo. Le carte d’identità britanniche, secondo Blair, dovranno contenere dati biometrici come la scansione dell’iride e le impronte digitali. 

Per realizzare il progetto sarà necessaria una schedatura biometrica di massa. Vista la tradizione britannica d’insofferenza anche per le più innocue carte d’identità ordinarie, è chiaro che siamo di fronte a una vera svolta. Gli inglesi accetteranno la schedatura, eseguita sotto le bandiere della lotta al terrorismo a all’immigrazione clandestina, o saranno in grado di opporre resistenza? 

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