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La Bocconi non pubblica

Conflitto al TAR: l’Ateneo privato milanese non rende noti i dati del suo cda

Tratto da Altreconomia 174 — Settembre 2015

Lo scontro che si è consumato tra l’Autorità nazionale anticorruzione e l’Università commerciale “Luigi Bocconi” ha richiesto l’intervento del Tribunale amministrativo regionale del Lazio. Tutto è nato nell’ottobre 2014, quando l’Autorità guidata da Raffaele Cantone ha deciso -attraverso la delibera 144/2014- di imporre anche alle università non statali legalmente riconosciute dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), guidato da Stefania Giannini, degli obblighi di trasparenza e pubblicità.

In particolare, la pubblicazione “sui siti istituzionali degli enti” dei “dati relativi ai componenti degli organi di indirizzo” -situazione patrimoniale, auto, proprietà, compensi, incarichi-. Il consiglio di amministrazione dell’Università Bocconi nel quadriennio 2015-2018 è composto da 19 membri, tra i quali l’ex presidente del Consiglio Mario Monti (che ne è il presidente), Diana Bracco (nominata per conto del Miur, già commissario del Padiglione Italia a Expo, nonché destinataria di una richiesta di rinvio a giudizio a Milano per dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti e appropriazione indebita), Enrico Tomaso Cucchiani (ex ad di Intesa Sanpaolo), Federico Ghizzoni (ad di Unicredit) e Marco Tronchetti Provera.
Da parte del ministero l’invito ad adeguarsi alle nuove norme Anac in materia di trasparenza era stato però categorico, pena addirittura l’interruzione del trasferimento di risorse a “favore dell’istituzione interessata”. Ma Bocconi, che dallo Stato percepisce -secondo il Tar del Lazio- risorse “non eccedenti il 10%” di quelle a disposizione (nel 2013 alla voce entrate complessive erano indicati oltre 261 milioni di euro), s’è opposta, sostenendo di non ricadere nella categoria degli “enti pubblici non economici”, come invece già la Cassazione civile aveva stabilito nel 2004 in quel caso per la LUISS di Roma. Il 15 giugno scorso il Tar -dopo una “lettura costituzionalmente orientata del regio decreto 1592 del 1933”, che è tra i riferimenti normativi in tema di università non statali- le ha dato ragione, escludendo la Bocconi dal raggio d’intervento della delibera Anac.
Eppure, “la trasparenza è la chiave di volta dell’anticorruzione”, per usare le stesse parole spese alla fine di giugno da Raffaele Cantone, durante la prima giornata di un convegno intitolato “Le sfide della legalità conveniente”. Tenutosi, ovviamente, in Bocconi. —

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