Diritti

Impronte gratis per tutti

Il parlamento ha approvato una norma che impone, a partire dal 2010, di riportare le impronte digitali sulle carte d’identità di gli italiani. E’ un provvedimento coerente con l’ossessione per il controllo dei luoghi e delle persone tipico di questa…

Il parlamento ha approvato una norma che impone, a partire dal 2010, di riportare le impronte digitali sulle carte d’identità di gli italiani. E’ un provvedimento coerente con l’ossessione per il controllo dei luoghi e delle persone tipico di questa triste stagione culturale e politica, segnata dai temi dell’insicurezza esistenziale, della militarizzazione delle città e delle relazioni internazionali, della paura per il diverso. Non è insomma un provvedimento di cui andare orgogliosa, semmai un brutto segno dei tempi.
Sorprende che qualcuno – nell’opposizione parlamentare – sostenga che questa norma sia utile perché “disinnesca” la questione delle impronte prese nei ghetti ebraici (campi rom). E’ un’osservazione che può essere ingenua, ma più probabilmente di uno smarrimento della bussola che dovrebbe orientare le istituzioni nel delicato territorio dei diritti e delle garanzie. L’obbligo di prelevare a tutti – dal 2010 – le impronte digitali non disinnesca un bel niente. Le impronte verranno prese agli indigeni benestanti quando questi andranno comodamente negli uffici dell’anagrafe, mentre nei ghetti (campi) vanno poliziotti in divisa, magari accompagnati dalla croce rossa, a fare schedature mirate, con la richiesta di dati personali come l’appartenenza nazionale (come la mettiamo con i tanti apolidi, ad esempio i figli di rom kosovari che non possono rientrare nelle terre d’origine per via delle persecuzioni?) e la fede religiosa.

Sanno i parlamentari dell’opposizione che nei ghetti (campi) le operazioni di schedatura vengono condotte con un preciso e dichiarato fine: mandare via “chi non ha diritto di restarvi”, cioè chi non ha casa né luogo dove andare? Sanno che i più vivono nei ghetti (campi) contro la loro volontà e che molti di quelli che il ministro Maroni considera eccedenti sono “profughi” che non hanno alcun luogo dove andare?

Le impronte sulle carte d’identità non disinnescano nulla, semplicemente aggiungono controlli superflui alle vessazioni già in atto.

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia