Interni

Il vergognoso sgombero di via Rubattino

Riceviamo e pubbblichiamo la lettera che alcuni genitori e alcune maestre delle scuole vicine al campo rom hanno diffuso dopo lo sgombero avvenuto il 19 novembre

 

A TUTTI I GENITORI
Al Corpo docente e non docente
Alla Dirigente Scolastica Dott.ssa Maria Cristina Rosi
Al Presidente del Consiglio di Circolo
Ai Consiglieri tutti

Un gruppo di genitori e di insegnanti del Circolo Didattico Pini denunciano l’azione violenta di sgombero che è stata attuata giovedì 19 novembre, ai danni di circa 50 bambini e delle loro famiglie occupanti il campo Rom di via Rubattino.
36 bambini frequentavano le nostre scuole e avevano avviato così un percorso di integrazione che per loro poteva rappresentare l’unica possibilità di accedere ad un futuro migliore.
Lo sgombero non ha offerto a queste famiglie delle alternative concrete: abbiamo sentito che i bambini sopra i 6 anni sarebbero stati separati dalle madri. Alcuni sono finiti fuori provincia. Noi genitori non sappiamo se in questo momento i compagni di classe dei nostri figli hanno un riparo per dormire, né se torneranno nelle nostre scuole.
L’azione di sgombero era annunciata da settembre. Da allora alcuni genitori con gli insegnanti delle nostre scuole di Circolo, con la Comunità di S. Egidio, i Padri Somaschi, e l’associazione Naga, hanno intrapreso molte iniziative di solidarietà e sensibilizzazione anche presso il Consiglio di Zona e le Commissioni consiliari del Comune di Milano.
Venerdì 20 novembre, insegnanti e genitori, hanno avuto un incontro con il Vice-Prefetto e il Capo Gabinetto della Prefettura di Milano per chiedere una soluzione provvisoria, ma significativa.
Ricordiamo che nella stessa giornata si è celebrata la giornata mondiale dei diritti dell’infanzia: i bambini del campo rom di via Rubattino se ne saranno accorti?
Nel corso del lungo incontro, durato un’ora, gli abitanti del campo hanno descritto le modalità reali dello sgombero, l’assenza di alternative abitative, la separazione dei nuclei familiari, l’offerta di un’accoglienza abitativa per sole 4 madri con figli sotto i sei anni. Oggi circa 200 persone si ritrovano senza nulla, con bambini anche piccolissimi, molti ammalati, ridotti ad accamparsi sotto il ponte della tangenziale all’altezza di via Rubattino.
Dal canto suo, il vice Prefetto ha:
– riconosciuto come assai importanti i legami di solidarietà profonda stabilita con gli
abitanti del quartiere, e con tutti le insegnanti delle tre scuole elementari;
– si è impegnato affinché il Prefetto contatti immediatamente il sindaco di MIlano
sollecitando la repentina apertura della struttura di via Barzaghi;
– ha affermato che avrebbe dato risposta questa sera stessa rispetto alla disponibilità
del Comune di Milano di aprire le strutture della Protezione Civile;
– ha riconosciuto come un segnale importante la disponibilità dei rom di impegnarsi in
prima persona nella ricerca di una soluzione abitativa;
– si è impegnato a rappresentare al Comune di Milano le proposte complessive emerse;
– ha riconosciuto la grave situazione di emergenza umanitaria e di pericolo per l’incolumità delle persone della situazione venutasi a creare.

A fronte di queste richieste, purtroppo, la risposta dell’Assessore Moioli al Prefetto è stata di completa chiusura.
Sabato 21 novembre questo gruppo di famiglie è stato sgomberato anche da sotto il ponte della tangenziale, nel quale ha dormito per tre notti. Il vice-prefetto nell’incontro aveva dato loro il permesso di rimanere!
Proprio per ottenere risposte dalle istituzioni sono arrivati alla chiesa di Sant’Ignazio di Loyola e successivamente, le donne e i bambini sono stati ospitati presso varie strutture di accoglienza.
La "carta europea dei diritti umani nella città", all’articolo 16 punto 3 afferma : “Le autorità comunali garantiscono il diritto dei nomadi di soggiornare nella città in condizioni compatibili con la dignità umana”
Ora questi bambini hanno perso tutto e noi abbiamo perso l’occasione di dimostrare loro che siamo un paese democratico capace di accogliere persone e culture diverse dalla nostra, magari in difficoltà.
Siamo fermamente convinti che la tolleranza e la convivenza civile e non l’odio e la paura siano valori alla base di una società democratica e che le diversità devono essere vissute e valorizzate come risorse. Che l’accoglienza è un valore universale che non distingue tra etnie, culture e paesi di provenienza (in questo caso, tra l’altro si tratta per la maggior parte di cittadini Rumeni, quindi appartenenti alla UE).
Vogliamo che i bambini rom, tornino ad essere i compagni di scuola e di gioco dei nostri figli.

ALCUNI GENITORI ED INSEGNANTI DEL CIRCOLO DIDATTICO PINI via Tommaso Pini, Milano
Scuola Statale Primaria “Bruno Munari” via Feltre Scuola Statale Primaria “Elsa Morante” via Pini Scuola Statale Primaria “ Enrico Toti” via Cima

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