Diritti

IL PARTITO DELLA MORATTI…

IL PARTITO DELLA MORATTI Letizia Moratti è solo l’ultimo sindaco, di una lunga serie, a giocare il tema della sicurezza sul piano del consenso elettorale. L’ex ministro lo fa però con inedita spregiudicatezza: ha convocato, nientemeno, una manifestazione pubblica, scrivendo…

IL PARTITO DELLA MORATTI

Letizia Moratti è solo l’ultimo sindaco, di una lunga serie, a giocare il tema della sicurezza sul piano del consenso elettorale. L’ex ministro lo fa però con inedita spregiudicatezza: ha convocato, nientemeno, una manifestazione pubblica, scrivendo una lettera ai propri concittadini. Gli argomenti sono i soliti: il senso d’insicurezza di chi vive in città, la necessità di presidiare gli spazi pubblici con un numero maggiore di agenti, l’idea che ci si debba difendere dall’instabilità che sarebbe causata dal grande numero di stranieri arrivati in città. La Moratti ci aggiunge una polemica diretta contro il governo nazionale, che lesinerebbe risorse alle forze di sicurezza impegnate nella ex capitale morale d’Italia (Milano, in questo frangente, compie un atto di protesta che in altri tempi, proprio a Milano, sarebbe stato definito piagnisteo).

L’azione della Moratti ha un evidente contenuto populistico. Fra le mille gravi questioni che il sindaco potrebbe affrontare – dall’inquinamento dell’aria che ha recentemente imposto il blocco del traffico in tutta la pianura padana, al declino economico della città e del circondario, fino all’emergenza casa – il sindaco sceglie il tema dal quale può trarre il massimo dividendo politico: attacca Roma, solletica le ansie dei concittadini, indica una via d’uscita nel più classico stile autoritario (più poliziotti, più telecamere, più pressione sui ‘marginali’), e tenta anche di accreditarsi, tramite il ricorso alla piazza,  un improbabile ruolo da leader di popolo, forse per far dimenticare le più che agiate origini e le frequentazioni altolocate.

Moratti incontrerà facile successo, nella sua campagna sulla sicurezza: otterrà cioè consenso, sia il 26 marzo in piazza, sia nell’opinione pubblica benpensante. Naturalmente non cambierà assolutamente nulla: fra la gente, anzi, crescerà l’ansia. La chiamata in piazza da parte del sindaco, avrà l’effetto di legittimare tutte le paure e tutti gli spauracchi, anche i più ingiustificati. Alla fine ci saranno qualche decina di agenti in più per le strade, e saranno installate in qualche piazza e strada del centro nuove telecamere. In aggiunta, come ha annunciato un assessore sfidando il ridicolo, le vetrine dei negozi saranno illuminate con luci più potenti. Ma in sostanza nulla cambierà. Cresceranno solo il disagio dei cittadini spaventati e le condizioni di vita delle minoranze additate, più o meno apertamente, come origine del pericolo: gli immigrati, le persone di fede islamica, gli irregolari.

Letizia Moratti s’è iscritta alla fazione più estremista del partito della paura: è un partito autoritario, del quale sì, c’è da aver paura. 

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