Diritti

IL MINISTRO DI POLIZIA CHE RICORDA SCELBA…

IL MINISTRO DI POLIZIA CHE RICORDA SCELBA Il ministro Pisanu è un autentico acrobata. Nel suo intervento in parlamento si è scusato "con i cittadini pacifici della Val di Susa che hanno subito danni fisici in occasione dello sgombero del…

IL MINISTRO DI POLIZIA CHE RICORDA SCELBA

Il ministro Pisanu è un autentico acrobata. Nel suo intervento in parlamento si è scusato "con i cittadini pacifici della Val di Susa che hanno subito danni fisici in occasione dello sgombero del cantiere di Venaus", ma al tempo stesso ha precisato che questa richiesta di scuse "non vuol dire ammettere di aver sbagliato metodo". 

Nella notte fra il 5 e il 6 dicembre, come si ricorderà, le forze dell’ordine hanno sgomberato a manganellate e ruspe il cantiere aperto a Venaus per i primi lavori sulla linea ad alta velocità Torino-Lione. E’ stata un’operazione poco compatibile coi canoni della democrazia: è avvenuta di notte, con metodi squadristici, senza concedere alcuna possibilità di dialogo. Lo stesso governo, che pochi giorni dopo ha aperto un tavolo di trattativa col movimento no-tav, ha dovuto fare marcia indietro, sconfessando il ministro dell’Interno.

Se vivessimo in un paese normale, dove il senso dello stato è un punto di riferimento etico e professionale, Pisanu avrebbe lasciato l’incarico, dopo aver commesso un errore politico così grave. Invece il ministro è ancora al suo posto e rivendica il metodo adottato. L’unica cosa che concede sono queste mezze scuse che non gli impediscono però di rilanciare, parlando delle solite minacce rappresentate da anarcoinsurrezionalisti, antagonisti, centri sociali eccetera eccetera.

Nei giorni scorsi Pisanu si è distinto per un altro atto più che dubbio: l’espulsione di Daki, il marocchino accusato di terrorismo, assolto fra le polemiche dai giudici, e residente a Reggio Emilia in un centro della Caritas, dov’era sotto il pieno e agevole controllo delle autorità. Daki è stato rispedito nel suo paese d’origine, ma niente si sa della sua sorte: è probabile che sia finito in una delle terribili prigioni marocchine, dove notoriamente non sono garantiti ai detenuti nemmeno i diritti umani fondamentali. Pisanu ha deciso l’espulsione sulla base di una facoltà concessa dal "pacchetto antiterrorismo" che porta il nome del ministro e che fu varato dopo gli attentati di luglio a Londra, col voto favorevole di buona parte dlel’opposizione (solo Verdi e Prc votarono contro). L’opposizione sostenne che l’espulsione facile prevista dal pacchetto era accettabile, pur non contemplando l’intervento di garanzia della magistratura, perché l’ultima parola spettava al ministro e non alle forze di polizia. Il ministro, appunto, decide ciò che vuole, anche di spedire un indagato assolto da tutte le accuse nell’inferno delle prigioni marocchine, senza nemmeno chiedere in via preventiva le garanzie minime di tutela della persona.

Pisanu è spesso considerato un moderato, per via delle sue origini democristiane. Ma in questi anni ha agito da ministro di polizia, ispirandosi probabilmente a un democristiano degli anni Cinquanta, ossia Mario Scelba, ministro dell’interno in un’epoca in cui la polizia era al servizio del potere politico ed usava la forza contro ogni forma di protesta, senza alcun riguardo per i diritti costituzionali. Lo sgombero del 5-6 dicembre a Venaus è stata un’azione tipicamente "scelbiana".

Non si può nemmeno dimenticare l’atteggiamento tenuto da Pisanu verso i dirigenti di polizia imputati per i fatti di Genova. Il ministro ha dichiarato a più riprese di considerarli innocenti fino al terzo grado di giudizio, giustificando in questo modo le promozioni attribuite ai vari Perugini, Canterini, Gratteri, Luperi, Caldarozzi. Ha insomma dato piena copertura politica a quanto avvenuto nella "notte cilena" della Diaz e nelle giornate altrettanto "cilene" di Bolzaneto.

Dovremmo cominciare a riscrivere il profilo politico del nostro ministro di polizia.

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