Diritti

Il compito delle minoranze

Saverio Tommasi ha concluso la sua settimana di digiuno e di sosta a bordo di un canotto (sistemato sopra un furgoncino) nel punto più panormaico di Firenze, piazzale Michelangelo. Il bilancio, secondo lo stesso Saverio, è buono: una gruzzolo di persone ha partecipato…

Saverio Tommasi ha concluso la sua settimana di digiuno e di sosta a bordo di un canotto (sistemato sopra un furgoncino) nel punto più panormaico di Firenze, piazzale Michelangelo. Il bilancio, secondo lo stesso Saverio, è buono: una gruzzolo di persone ha partecipato al digiuno a staffetta; tutti i pomeriggi verso le 18,30, agli incontri pubblici lì organizzati, hanno preso parte ogni volta venti-trenta persone, a seconda dei casi; i media locali hanno dedicato almeno un servizio al pittoresco digiuno; un parroco ne ha parlato durante la sua omelia; molte persone e organizzazioni hanno comunicato apprezzamento e sostegno.

Quel che dobbiamo chiederci, a fronte di un’iniziativa forzatamente limitata – circoscritta a una città, legata all’inventiva e alla generosità di un teatrante-attivista come Saverio – è perché il pacchetto sicurezza, con l’enorme svolta autoritaria che porta con sé (è un gravissimo cambiamento di fatto della Costituzione, visto che fa saltare il principio di uguaglianza fra le persone), abbia suscitato una reazione tutto sommato blanda nella società civile organizzata, nell’universo democratico e antirazzista (e antifascista).

Le ultime batoste politiche della sinistra devono avere pesato, ma altrettanto – se non di più – conta porbabilmente la coda di paglia delle forze progressiste che nei mesi, ormai anni scorsi hanno scelto di accettare il tema della sicurezza come prioritario nell’agenda politica. Nella stessa Firenze che mise al bando i lavavetri, la "sette giorni" di Saverio Tommasi è stata osservata, in certi ambiti, che sono poi quelli che controllano la politica e anche buona parte dell’associazionismo, con indifferenza per dissimulare fastidio.

La vicenda del pacchetto sicurezza dimostra poi quanto poco contino i cosiddetti intellettuali, ammesso che ancora ne esistano: non c’è nessuno in grado di orientare l’opinione pubblica, o almeno i "cittadini attivi" a prescindere da logiche di schieramento e di convenienza politica. In questo vuoto, le minoranze che Saverio, nella sua città, ha avuto il merito di attirare attorno al suo canotto al piazzale Michelangelo, sono chiamate a svolgere un ruolo difficilissimo, quanto essenziale.

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