Interni

Il binario vuole il cemento. Il nuovo “core business” delle FS

Milano, 23 dicembre 2009 – Le Ferrovie dello Stato sono nel caos, la rete rischia il collasso. Neve e ghiaccio hanno trasformato l’epopea dell’Alta velocità in un clamoroso flop. E mentre l’amministratore delegato Mauro Moretti respinge le critiche, Altreconomia ricostruisce…

Tratto da Altreconomia 112 — Gennaio 2010

Milano, 23 dicembre 2009 – Le Ferrovie dello Stato sono nel caos, la rete rischia il collasso. Neve e ghiaccio hanno trasformato l’epopea dell’Alta velocità in un clamoroso flop. E mentre l’amministratore delegato Mauro Moretti respinge le critiche, Altreconomia ricostruisce le strategie dell’azienda, che invece di investire su treni locali e servizio pubblico, si dà alla vendita degli scali ferroviari. Al posto dei binari presto sorgeranno palazzi e parcheggi.

Dal numero di gennaio 112 di Altreconomia, www.altreconomia.it

Chi aspira a un posto di lavoro nelle Ferrovie dello Stato può specializzarsi nel real estate financing o studiare da addetto commerciale per l’immobiliare.
Il servizio ai viaggiatori, specie a quelli pendolari, che è il
core business dell’azienda dal 1905, quand’è nato l’Ente Ferrovie dello Stato, sta perdendo posizioni, soppiantato da altre attività più redditizie.
Niente macchinisti, né capitreno, quindi, ma persone in grado di gestire e “mettere a reddito” -ovvero vendere- l’immenso patrimonio immobiliare che l’ente pubblico ha lasciato in eredità alla società per azioni, la nuova forma societaria che le Fs hanno assunto dall’inizio degli anni Novanta.
Sistemi urbani in trasformazione. Mentre assistiamo alla trasformazione in centri commerciali delle 116 stazioni più importanti del Paese, le Fs hanno anche messo sul mercato milioni di metri quadri di terreni in almeno 117 città tra aree metropolitane, capoluoghi e piccoli centri. Residenze a Cremona e Verona, uffici a Bergamo, centri commerciali in Calabria e stabilimenti balneari in Sardegna, parcheggi un po’ ovunque: è la scure del “progetto Rightsizing”.

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