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I VIGILI DEL FUOCO: UN TEMPO AMICI, ORA…

I VIGILI DEL FUOCO: UN TEMPO AMICI, ORA SOLDATI  Fra le tante schizofrenie in cui ci capita di imbetterci, in questi giorni ce n’è una che riguarda i vigili del fuoco. Da un lato il ministro Sirchia, con i modi sornioni…

I VIGILI DEL FUOCO: UN TEMPO AMICI, ORA SOLDATI 

Fra le tante schizofrenie in cui ci capita di imbetterci, in questi giorni ce n’è una che riguarda i vigili del fuoco. Da un lato il ministro Sirchia, con i modi sornioni del vecchio zio, invita (senza ridere) gli anziani a frequentarne le caserme, per mettersi al riparo dal caldo. Questa è la versione “pompiere amico di famiglia”. Dall’altro lato in parlamento procede spedita la riforma dello stesso corpo dei vigili del fuoco, che consiste in una militarizzazione strisciante. Ai pompieri si assegnano infatti nuovi compiti di difesa civile, come la sicurezza delle istituzioni, la tutela della capacità economica, produttiva e logistica del ‘sistema paese’  e la gestione di crisi dovute ad armi di distruzione di massa di tipo nucleare, batteriologico e chimico. Dopo la riforma avremo il “pompiere soldato”.

Sirchia e la sua bonomia non ingannino, il progetto del governo è molto serio e grave. E’ la prima esplicita applicazione del principio della “mobilitazione totale” nella guerra al terrorismo. La ‘riforma’ risponde pienamente all’idea che per contrastare le minacce del terrorismo globale occorre blindare l’intera società. E’ la stessa logica che ha ispirato, negli Usa e in Gran Bretagna, provvedimenti di limitazione della privacy e delle libertà civili mai visti in quei paesi. Al fondo c’è l’idea che per garantirsi maggiore sicurezza bisogna sacrificare una parte dei propri diritti. Va da sé che la sicurezza di cui si parla è del tutto teorica e rimessa totalmente e indiscriminatamente nelle mani di poche e sempre più potenti istituzioni. I nostri vigili del fuoco, la loro autonomia, saranno sacrificati sull’altare della ‘guerra al terrorismo’ cominciata l’11 settembre 2001.

Alex Zanotelli, nel commentare un appello in difesa del corpo, è stato esplicito e duro: “Dobbiamo reagire. Invito tutti i cittadini, la società civile organizzata, le reti di associazioni, le istituzioni democratiche, gli enti locali a sospendere per un attimo le proprie vacanze e a mobilitarsi per bloccare questa tragica riforma del corpo dei vigili del fuoco”. 

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