Diritti

I rifiuti a De Gennaro!

La nomina di Gianni De Gennaro a commissario per l’emergenza rifiuti in Campania è un piccolo ma significativo segnale del salto di qualità compiuto dalla nostra democrazia, sempre più ricca di contenuti autoritari. Dopo anni e anni di abbandono, incuria,…

La nomina di Gianni De Gennaro a commissario per l’emergenza rifiuti in Campania è un piccolo ma significativo segnale del salto di qualità compiuto dalla nostra democrazia, sempre più ricca di contenuti autoritari. Dopo anni e anni di abbandono, incuria, negligenza, delega alla camorra, il potere politico non trova modo migliore, per affrontare l’eterna questione dei rifiuti, che rivolgersi al più noto – e discusso – poliziotto italiano.
Per il nostro governo la questione dei rifiuti riguarda l’ordine pubblico e sostanzialmente consiste nel trovare il modo di aprire, con la forza se necessario, tre o quattro discariche fra Napolime dintorni, in modo da svuotare le strade sia dell’immondizia sia dei cittadini che protestano.

Al presidente Prodi e ai suoi ministri non è ancora venuto in mente di impostare un progetto di uscita dall’emergenza che preveda interventi seri e radicali in tutte le direzioni, a cominciare dalla riduzione dei rifiuti: anche un alunno delle scuole elementari direbbe che per darsi un futuro occorre ridurre radicalmente il flusso delle merci di scarto.

Per agire in questa  direzione, ovviamente, servirebbero interventi politici forti e non l’invio dell’ennesimo commissario, stavolta pescato addirittura dai ranghi delle forze dell’ordine. Servirebbe ad esempio l’imposizione, alle aziende produttrici e ai negozi della grande distribuzione, di eliminare tutti gli imballaggi inutili; andrebbero messe al bando bottiglie e borse di plastica; andrebbe insomma ripensato tutto il ciclo della produzione e dei rifiuti. Certo, gli imprenditori protesterebbero, perché dovrebbero cambiare condotta, assumersi qualche responsbailità verso l’ambiente e la cittadinanza, e forse ridurre un pochino i propri profitti: in questa fase storica di impresa-centrismo l’argomento è quasi tabù, e il governo quindi non osa. E commette però un errore che rischia di seppellirlo definitivamente di fronte all’opinione pubblica e alla storia del nostro paese.

Quale occasione migliore, per un intervento del genere, dell’emergenza campana? I cittadini sarebbero attivi alleati e collaboratori, giorno per giorno, di un governo che si impegnasse in questa direzione. Prodi e i suoi ministri sarebbero indicati in Italia e all’estero come esempio di gestione coraggiosa e illuminata della cosa pubblica.

Ma Palazzo Chigi, che non è autorevole e nemmeno tenta di esserlo, prende la scorciatoia dell’autoritarismo. E’ la solita via, ma è anche la più pericolosa. E quindi tocca a De Gennaro, l’uomo del G8 di Genova, dello scontro con Nicolò Pollari, il più intoccabile e il meno credibile degli altissimi funzionari dello stato: la sua nomina a commissario per i rifiuti dà la misura del degrado della nostra politica.

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