Diritti

I ghetti italiani visti dall’Argentina

Victoria Donda è una giovane parlamentare argentina con una difficile storia alle spalle: è figlia di due desaparecidos, come ha scoperto solo in età adulta. Ha scritto un libro sulla sua vicenda e Fahreneit, la trasmissione di Radiotre, l’ha avuta…

Victoria Donda è una giovane parlamentare argentina con una difficile storia alle spalle: è figlia di due desaparecidos, come ha scoperto solo in età adulta. Ha scritto un libro sulla sua vicenda e Fahreneit, la trasmissione di Radiotre, l’ha avuta come ospite. Un ascoltatore, a un certo punto, si è lamentato di certe sue osservazioni sui "ghetti" esistenti anche in Italia, come avveniva in Argentina all’epoca dei generali. E’ una reazione tipica: non accettiamo che l’Italia sia descritta come un paese che calpesta i diritti civili e si trova al di sotto degli standard davvero democratici.

Victoria Donda ha risposto con sincerità e chiarezza: i centri di detenzione per immigrati, ha osservato, forse non hanno fili spinati e non vi si pratica la tortura, ma in democrazia si può essere privati della libertà solo su provvedimento motivato dell’autorità giudiziaria, mentre le norme sull’immigrazione sono provvedimenti amministrativi. Gli italiani farebbero bene a discuterne, ha aggiunto Donda.

Da lontano, come al solito, le cose ci vedono meglio e con più chiarezza; da "dentro", sottoposti come siamo a valutazioni ripetute di apparente buonsenso (i flussi da regolare, le "ondate" migratorie da disciplinare, la criminalità da controllare), non riusciamo a cogliere ciò che abbiamo sotto gli occhi: i Cpt sono luoghi di reclusione per cittadini di serie B, considerati tali perché stranieri, e quindi privati dei diritti umani e civili.  

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