Altre Economie / Attualità

I 100 dell’economia trasformativa. Verso Barcellona

Sabato 9 novembre a Roma si sono ritrovate oltre 100 realtà negli spazi di Scup -Sport e Cultura Popolare-, palestra dell’economia solidale romana. Obiettivo: preparare la partecipazione italiana al Forum Mondiale delle Economie Trasformative di Barcellona del prossimo giugno

Daniel Olah - Unsplash

“Non si cambia il clima se non cambia l’economia”. Poteva essere questa la parola d’ordine per entrare alla prima assemblea verso il Forum Mondiale delle Economie Trasformative di Barcellona 2020. Sabato 9 novembre a Roma sono convenute 100 persone da oltre 120 realtà, 14 reti e 15 Regioni italiane, negli spazi nudi e accoglienti di Scup -Sport e Cultura Popolare-, palestra di nome e di fatto dell’economia solidale romana. Tra le bancarelle del mercato ecologico e solidale e la cucina-bar in perenne movimento, si è dipanata una giornata intensa di lavori per preparare la partecipazione italiana all’evento del prossimo giugno, in cui si proverà a rilanciare, mettere in connessione e far conoscere reciprocamente le migliaia di pratiche che intendono contrastare il paradigma “estrattivo” dell’economia, ricollocando al centro le comunità, i territori, i diritti e i desideri del fare e del condividere quotidiano.

Ha aperto i lavori Jason Nardi di Ripess, una delle reti che organizzeranno il World Social Forum of Trasformative Economics (www.transformadora.org), raccontando il lungo percorso del mondo “alterglobalista”, che è partito da Porto Alegre in Brasile per approdare, il 25-28 giugno 2020, nella città catalana, dove l’obiettivo centrale sarà costruire insieme una “Agenda 2030” di azioni e politiche per cambiare l’economia.

Sono almeno tre gli assi su cui fonderà il Forum di Barcellona, un’occasione imperdibile di alzare lo sguardo e provare ad ampliare gli orizzonti dell’economia solidale: il primo è rompere la concentrazione e della distribuzione iniqua di poteri e di risorse. Il secondo è mitigare l’impatto ecologico e sociale delle politiche neoliberiste. Il terzo è ribaltare la piramide patriarcale dell’economia e far emergere l’economia informale e di cura.
Il cambiamento deve essere sistemico. Da qui l’esigenza di creare una “convergenza” di varie forme di economie trasformative: in un’ideale “mappa concettuale” i punti chiave per lavorare su un piano sistemico e “trasformare” l’economia sono l’agro-ecologia, l’economia femminista, i beni comuni, l’economia sociale e solidale, la finanza etica e mutualistica. Per poi confrontare le proposte del “movimento” con il cosiddetto Green new deal. Barcellona è infatti anche l’occasione per valorizzare la pluralità del movimento stesso -mai così compatto da molti anni- di “ritrovare confluenze, recuperare un senso collettivo, individuare sfide comuni e risposte possibili, condividere soluzioni che possano funzionare da esempio all’attivazione di altre e altri e alla riproduzione e diffusione di esperienze efficaci e importanti”.

I temi trasversali riguardano invece gli strumenti per rendere possibile questi cambiamenti: le politiche pubbliche e il rapporto con le istituzioni, la formazione e la ricerca verso un orizzonte sostenibile, le risorse per finanziare il cambiamento sistemico e soprattutto il cambiamento dell’immaginario, che è vicino all’esigenza di “comunicare la trasformazione”. Altreconomia può contribuire a cambiare la “narrazione”, in un contesto in cui parole e slogan del “movimento” sono continuamente oggetto di “sussunzione” da parte dell’economia capitalista. L’avvicinamento al Forum prevede -tra l’altro- una piattaforma comunicativa, appoggiata presso il sito internazionale che aprirà una finestra sui mezzi di informazione italiani indipendenti, tra cui Altreconomia stessa.

Molte le voci che hanno caratterizzato la discussione. “Per diventare efficaci dal punto di vista politico –ha detto in particolare Paolo Cacciari– bisogna far diventare queste realtà frastagliate un movimento, per poter fare advocacy e influire sui decisori pubblici”. Il percorso di avvicinamento a Barcellona passerà anche da una ideale “carovana” che toccherà diverse città da Nord a Sud del Paese, per connettere una rete di punti di diffusione e di mobilitazione verso il Forum. In calendario -tra gli altri- alcuni eventi: Milano, 8 marzo a Fa’ la cosa giusta!; Bari, fine marzo, all’incontro nazionale Rete Beni Comuni; Napoli, Ex Asilo Filangieri: un nuovo evento nazionale a aprile in sede centrale; Trento, ponte del 2 giugno: Oltreconomia Festival 2020 (possibile evento di chiusura della “carovana”).

L’avvicinamento al Forum passa inoltre dalla costituzione di gruppi territoriali e di Gruppi di discussione tematici, tra cui sono stati proposti i seguenti focus.
1. economie trasformative, estrattivismo e crisi climatica;
2. economia trasformativa, produzione, consumi, tecnologia e industria 4.0;
3. economie trasformative, democrazia economica e trappola del debito;
4. economie trasformative e pianificazione territoriale;
5. economie trasformative, patriarcato, modelli sociali e culturali.

Il processo internazionale prevede infine la presentazione di proposte di temi ed eventi presso una sezione della piattaforma www.transformadora.org. La visualizzazione dei partecipanti all’Assemblea di Roma su una mappa appositamente creata e compilata in tempo reale dall’associazione Reter permette di avere una prima immagine dei punti di attivazione delle realtà italiane verso il Forum. La mappa – in continuo aggiornamento – è qui.
Il form di adesione si richiede alla email forumbarcellona2019.20@gmail.com

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