Diritti

Giornata del commercio equo: cominciamo dai diritti

Giornata mondiale del commercio equo: un’occasione per cominciare ad impegnarsi sui diritti Di Deborah Lucchetti *   8 maggio 2010, giornata mondiale del commercio equo e solidale. In tutto il mondo si celebra il movimento nato per rimettere al centro…

Tratto da Altreconomia 115 — Aprile 2010




Giornata mondiale del commercio equo: un’occasione per cominciare ad impegnarsi sui diritti

Di Deborah Lucchetti *

 

8 maggio 2010, giornata mondiale del commercio equo e solidale. In tutto il mondo si celebra il movimento nato per rimettere al centro dell’economia e del commercio il valore del lavoro giusto e sicuro. Un’esperienza lunga quasi 50 anni che ha dimostrato la possibilità di rifondare i rapporti economici internazionali a partire da una nuova ragione di scambio non basata sul potere dei più forti, quelli che comprano, ma sulla forza della cooperazione e della solidarietà fra chi produce e chi consuma. Pagare il prezzo equo per riconoscere la giusta remunerazione agli artigiani e ai produttori dei paesi del Sud del mondo all’interno di una relazione solidale, economica e politica, ha anticipato un tema di grande rilevanza e attualità. La globalizzazione come la conosciamo oggi prospera sul divario tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, sul dumping sociale e ambientale che offre alle imprese multinazionali occasioni di shopping di risorse naturali e umane a basso costo. Per questo è così difficile capire come vengono formulati i prezzi dei prodotti che acquistiamo, e rimane del tutto opaca la distribuzione del valore all’interno delle filiere produttive internazionali. Soprattutto è del tutto nascosto ai nostri occhi il vero valore del lavoro, che arriva al massimo al 3% del prezzo di una maglietta. Il lavoro una volta mercificato, esternalizzato, precarizzato, cessa di essere un diritto da tutelare e remunerare in maniera dignitosa e diventa solo un costo da comprimere. Il commercio equo aveva visto giusto. Spezzando le catene del lavoro schiavo all’interno dei rapporti economici internazionali, ha portato alla ribalta il tema della dignità del lavoro nella sua interezza. Ricordiamocelo in questo 8 maggio e facciamolo attraverso il sostegno ai movimenti internazionali della società civile che lottano da sempre per la difesa dei diritti delle donne e degli uomini al lavoro, come la Campagna Abiti Puliti. Perché non sia più possibile trattare il lavoro come una merce.

 

* presidente Fair e coordinatrice Abiti Puliti

 

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