Diritti / Reportage

Siamo tornati nella Piana di Gioia Tauro, tra i braccianti senza casa

Nulla sembra cambiato dalla rivolta di Rosarno del 2010: migliaia di persone anche quest’anno sono giunte per la stagione agrumicola, in condizioni abitative e igieniche precarie. L’esempio virtuoso del piccolo comune di Drosi
Tratto da Altreconomia 194 — Giugno 2017
Una suora della parrocchia di San Ferdinando distribuisce cibo nella zona dei capannoni abbandonati dell’area industriale del porto di Gioia Tauro - © Federico Annibale
Una suora della parrocchia di San Ferdinando distribuisce cibo nella zona dei capannoni abbandonati dell’area industriale del porto di Gioia Tauro - © Federico Annibale
Drosi, frazione di Rizziconi, è un paesino di 800 abitanti a 8 chilometri da Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria. Da sette anni qui si sta sperimentando un tipo di accoglienza al migrante diversa dalla gestione istituzionale ed emergenziale dei braccianti stagionali stranieri. Il progetto è gestito dalla Caritas di Drosi e Ciccio Ventrice è uno dei coordinatori. “Abbiamo dedicato tempo, anima e tanta fatica nel offrire un tipo d’accoglienza dignitosa e di cuore”. Il progetto è semplice, spiega Ciccio: “Noi...

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