Diritti

Genova G8, schizofrenie di stato

Ieri a Genova, nella stessa giornata, è andata in scena l’insostenibile ipocrisia del nostro stato. In aula un’avvocata dello stato, Matilde Pugliara, durante il processo per i fatti di Bolzaneto ha chiesto scusa alle duecento e più vittime degli abusi…

Ieri a Genova, nella stessa giornata, è andata in scena l’insostenibile ipocrisia del nostro stato. In aula un’avvocata dello stato, Matilde Pugliara, durante il processo per i fatti di Bolzaneto ha chiesto scusa alle duecento e più vittime degli abusi inflitti da agenti delle varie forze dell’ordine. Le parole testuali, riportate da Alessandra fava sul Manifesto, sono queste: “Ci sia consentito esprimere le doverose scuse nei confronti di chi a Bolzaneto ha subito le vergognose vessazioni acclarate nel dibattimento, scuse che devono essere intese come provenienti direttamente dallo stato italiano”.
Nello stesso giorno, dicevamo, è arrivata la notizia che per Gianni De Gennaro, già capo della polizia e ora commissario speciale ai rifiuti su nomina dle governo prodi, è stato chiesto il rinvio a giudizio per induzione alla falsa testimonianza. Le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche, depositate dai pm in tribunale, sono spaventose: mostrano un fitto scambio fra imputati e testimoni al fine di “aggiustare” le deposizioni, con commenti assai pesanti sui pm che conducono le indagini.

Né De Gennaro, né il ministro dell’Interno, né l’attuale capo della polizia Manganelli (peraltro anche lui presente nelle intecettazioni con espressioni assai eloquenti) hanno sentito il dovere di replicare, dare spiegazioni, prendere provvedimenti. De Gennaro si è limitato a dire di essere tranquillo (ma che vuol dire?)

In tribunale la stessa avvocata che si è scusata a nome dello stato (ed è la prima che questo avviene, ma le vere scuse devono venire da altri: il vertice di polizia, il governo) ha fatto sapere che lo stato non si è costituito parte civile contro gli imputati – per rivalersi eventualmente in caso di condanna – per il no opposto a suo tempo dal presidente del consiglio (all’epoca Silvio Berlusconi). Una scelta più che discutibile, visto che lo stato potrebbe e anzi dovrebbe, in casi simili, stare in giudizio a tutela dei cittadini e dei loro diritti sanciti dalla costituzione.

Infine, ulteriore elemento quasi schizofrenico, l’avvocata Pugliara ha argomentato che lo stato ritiene di non dover pagare i risarcimenti chiesti dalle parti civili, nonostante le scuse appena fatte.

Come si spiega tutto cio? Come si tengono insieme cose opposte, come le scuse dell’avvocato, il silenzio di fronte al clamoroso rinvio a giudizio, il no ai risarcimenti, la mancata costituzione come parte civile? La risposta va probabilmente cercata in alto, in un potere politico senza bussola, che tutto ha tollerato, tutto avallato, ma non tutto controllato, e perciò i processi ci sono e vanno avanti grazie ai magistrati, perciò un avvocato si lascia “sfuggire” la verità e porge le scuse. 

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia