Diritti

FU UN BRUTTO 4 OTTOB…

FU UN BRUTTO 4 OTTOBRE, MA SONO 12 ARRESTI DI TROPPO Diciamo subito, a scanso di equivoci, e per non cadere nel peccato d’omissione commesso da giornali, militanti e commentatori, che il 4 ottobre scorso a Roma un gruppo di…

FU UN BRUTTO 4 OTTOBRE, MA SONO 12 ARRESTI DI TROPPO

Diciamo subito, a scanso di equivoci, e per non cadere nel peccato d’omissione commesso da giornali, militanti e commentatori, che il 4 ottobre scorso a Roma un gruppo di Disobbedienti agì, nell’ambito del corteo, in modo non previsto, non concordato e subito criticato da moltissimi. Sul Manifesto di oggi quella ‘diversione’ dal corteo è descritta così: “Per mezz’ora circa i Disobbedienti con caschi e scudi fecero pressione su polizia e carabinieri, lanciando vernice rosa e qualcuno – non identificato – un paio di bombe carta. Ma quando è partita la carica i manifestanti hanno resistito qualche minuto per poi allontanarsi lungo la via Cristoforo Colombo”.

Negli atti dei pm che hanno portato agli arresti domiciliari dodici persone, si parla anche di bastoni, per quanto le accuse siano poi di resistenza e non di danneggiamento. All’epoca la sortita del gruppo di Disobbedienti creò una certa maretta nel movimento e si arrivò a una spaccatura – se non ricordo male – anche con centri sociali come il Leonkacavallo.

Detto tutto questo, e segnalata la sciocca reticenza sull’episodio di troppa sinistra, resta la realtà di dodici misure cautelari emesse a distanza di tre mesi dai fatti: la misura anche stavolta sembra eccessiva e dal forte contenuto politico. Negli ultimi mesi molte procure sembrano avere sposato le posizioni più dure e punitive delle varie Digos, che stanno mettendo sotto pressione le aree politiche e i militanti più esposti nelle occupazioni, nelle azioni di disobbedienza e in condotte poco ortodosse durante cortei e manifestazioni. E’ una stretagia precisa, un riflesso delle tesi esposte più volte dal ministro Pisanu sulla “illegalità diffusa” da debellare. Seguendo questa logica, sempre a Roma, si è arrivati ad accusare Action (sempre area centri sociali disobbedienti) di associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento della proprietà immobiliare!

Tutto ciò è una pessima premessa per quanto si profila nell’immediato futuro. Il 2 marzo si apre a Genova il primo importante processo legato ai fatti del G8: alla sbarra 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, un reato che prevede una pena minima di ben otto anni. Il governo, poi, sta preparando con grande riservatezza un pacchetto di misure che saranno presentate come “pacchetto antiterrorismo”. La massima preoccupazione è lecita: la recente intervista al generale Tricarico, consigliere militare di Palazzo Chigi, pubblicata dal Corriere della Sera, ha tracciato un percorso pieno di assonanze con il Patriot Act voluto da Bush dopo l’11 settembre. Le libertà civili sono seriamente messe in discussione.

L. G.

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia