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Esempi virtuosi – Ae 84

Il Consorzio Est milanese gestisce i rifiuti di 48 comuni: 37 milioni di fatturato e utili per 88 mila euro ma, soprattutto, tariffe contenute. Un esempio di pubblico che funziona La collina verde si vede bene anche dall’autostrada Milano-Bergamo, L’uscita…

Tratto da Altreconomia 84 — Giugno 2007

Il Consorzio Est milanese gestisce i rifiuti di 48 comuni: 37 milioni di fatturato e utili per 88 mila euro ma, soprattutto, tariffe contenute. Un esempio di pubblico che funziona

La collina verde si vede bene anche dall’autostrada Milano-Bergamo, L’uscita di Cavenago non è così distante da Milano, ma la consueta fila di auto e tir dilata i tempi e lo spazio. Per raggiungere Cascina Sofia, sede di Cem Ambiente, si scavalca la striscia d’asfalto e si aggira quella collina, tanto regolare da sembrare disegnata a tavolino.

Infatti è proprio così che è andata. Cem è il “Consorzio Est milanese” che si occupa, dal 1972, della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti di 48 comuni della provincia di Milano (compreso qualcuno di quelli che ricadranno nella provincia di Monza e Brianza). Oggi Cem è una società per azioni di cui i Comuni sono i proprietari, con quote sociali proporzionate al numero di abitanti. Il più grande tra i consorziati è Brugherio, che conta 30 mila abitanti, il più piccolo Camparada con 1.200. In media sono 8.000 abitanti, in totale quasi 410 mila: uno dei più grandi consorzi del genere in Italia. Poi c’è la Provincia di Milano che ha la maggioranza relativa con il 12% delle azioni. Francesco Tamagnone è nel consiglio d’amministrazione di Cem dal 1999. Prima una vita in Ibm, poi l’incarico di sindaco di Rodano (4 mila abitanti) dal ‘95 al ‘99. “Oggi faccio manodopera a costo zero”, scherza.

“Cem è nata come consorzio, poi è stata trasformata in ‘azienda speciale’ e, nel 2003, come imponeva la legge, è diventata una società per azioni”.

La proprietà è totalmente pubblica e non potrà mai essere venduta a privati: c’è scritto sullo statuto, votato all’unanimità da sindaci di tutte le fedi politiche. “Ed è meglio così: ai privati interessano gli utili. Ai sindaci no: a loro interessa poter tenere basse le tariffe di raccolta dei rifiuti dei loro cittadini”. Che poi sono anche i loro elettori. Ecco, ci sono casi in cui la proprietà in mano pubblica è condizione strutturale di un servizio migliore. Perché l’azienda ha interesse nella soddisfazione del “cliente” prima che nell’arricchimento dei soci.

La raccolta rifiuti di Cem sembra confermarlo. L’azienda ha fatturato 37 milioni di euro nel 2006, quattro in più rispetto al 2005 e lavora in economia: conti in nero per 88 mila euro. Per conto dei comuni gestisce in maniera integrata il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, e la pulizia delle strade, affidando il compito a società della zona (tra queste Colombo, Aimeri, Sangalli).

Fino al 1994, il lavoro di Cem era gestire la discarica di Cavenago Brianza, una della più grandi della Lombardia, di cui era proprietaria. Si trattava di vecchie cave dove dal 1974 i comuni avevano iniziato a portare i loro rifiuti. A metà degli anni 90 la discarica venne dichiarata esaurita. “Allora smaltire i rifiuti costava indicativamente 7.200 lire all’anno per persona. Quando la discarica chiuse, i comuni si rivolsero all’inceneritore di Brescia per bruciare i rifiuti. Ma i costi schizzarono a 120 mila lire l’anno per persona, quasi 200 volte tanto. La raccolta differenziata divenne una via obbligata”.

Oggi Cem raccoglie 199 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Una media del 65% viene differenziato e poi recuperato, operazione che frutta 2,4 milioni di euro l’anno in contributi dati a chi ricicla. Cem ha anche un centro per lo stoccaggio provvisorio e il pretrattamento dei rifiuti differenziati e gestisce una rete di 34 piattaforme ecologiche dove vengono conferiti i rifiuti, come quelli ingombranti, che non possono essere raccolti col porta a porta, e i rifiuti pericolosi. Il risultato è valso all’azienda il sesto posto nella classifica di Legambiente dei consorzi più virtuosi nella raccolta differenziata, ma il primo per numero di cittadini serviti. Tutti i comuni di Cem hanno il titolo di “Comune riciclone”. “A conti fatti riciclare ci costa tanto quanto mandare in discarica, ovviamente senza tenere conto dei benefici ambientali aggiuntivi” dice Tamagnone.

Attenzione, Cem non è l’azienda perfetta: ancora oggi il 31% dei rifiuti finisce nell’inceneritore di Trezzo sull’Adda (proprietà Falck). Sono 100 tonnellate al giorno, 200 euro a tonnellata. Il 4% dei rifiuti va in discarica. Nel corso degli anni la raccolta differenziata (porta a porta) è aumentata, ma non tutte le amministrazioni (autonome nel calcolare la tassa sui rifiuti) applicano il sistema tariffario, che premia chi produce meno immondizia e differenzia di più.

Nel cortile della bella cascina dove ha sede Cem ci sono ancora i segni della festa che il giorno prima ha coinvolto i ragazzi delle scuole in una giornata di educazione ambientale. Da qui ci spostiamo in auto verso la collina verde. Fino al 1994 quella collina era la discarica: cumuli di immondizia, camion, gabbiani, per un’area di 300 mila metri quadri. Oggi di tutto questo non si vede più nulla. La bonifica della discarica è costata 12 milioni di euro “soldi messi saggiamente da parte dai precedenti amministratori locali, che non hanno scaricato sulle generazioni successive il costo dello smaltimento dei rifiuti degli anni precedenti”. Cem gestirà l’area fino al 2012, quando entrerà nel parco del Rio Vallone.

Ma il processo di recupero totale dell’area durerà molti anni, almeno un’altra dozzina.

Ancora oggi dalla discarica escono 100 mila litri di percolato al giorno. Si tratta dell’acqua infiltrata tra i rifiuti e accumulata negli anni, un “rifiuto liquido” che spurga dalla discarica e deve essere depurato in un impianto da 4 mila metri quadri costato 2 milioni di euro.

Raggiungiamo la sommità della collina-discarica. Nel tragitto incontriamo un fagiano, una coppia di muli e una di pony. Sulla sommità c’è una piccola stazione meteorologica, la vista è sul massiccio del Resegone. Un pastore ha portato qui le sue pecore al pascolo. Un ritaglio di terra è dedicato alla coltura di erbe officinali. Poco più sotto un laghetto che ospita enormi storioni. Sepolti sotto i nostri piedi, trenta metri di sacchi neri: sono 3 milioni di tonnellate di immondizia, impacchettate e sigillate ermeticamente.

Dalla discarica non esce solo percolato. Cem recupera il gas prodotto dai rifiuti e l’utilizza per produrre energia. L’impianto di cogenerazione ha una potenza di 300 kW, sufficienti per il consumo di 120 case. Oggi è utilizzato per far funzionare l’impianto di depurazione e dare corrente e riscaldamento agli uffici della società. All’anno in valore fanno 700 mila euro, che però presto finiranno perché il gas si sta esaurendo.

Ai piedi della collina, un impianto fotovoltaico da 50 kW di potenza, costato 350 mila euro. Il tabellone elettronico segnala che in 4 mesi ha prodotto 18 mila kilowattora, ed evitato l’emissione di 9 tonnellate di CO2.

“Per ora non ci guadagniamo, ma è un segnale verso la gente” dice Tamagnone. Info: www.cemambiente.it

Efficienti oppure no?

Servizi pubblici efficienti oppure no? Le statistiche di Confservizi (che raggruppa le aziende e gli enti che gestiscono i servizi pubblici locali,  a prescindere dalla proprietà, pubblica o privata) sottolinea per il triennio 2003-2005 il costante miglioramento degli standard di efficienza.

Gli utili sono cresciuti di circa il 41 per cento, con un elevato incremento del valore della produzione (28) e del fatturato (32,6).

I costi di produzione sono aumentati anch’essi del 28,5%, trascinati per larga parte dall’aumento dei prezzi dei prodotti energetici e delle materie prime (38%) mentre invece le spese per il personale sono scese dell’11,7%. Il che significa che nel comparto (acqua, energia, gas, trasporti) si è verificato anche un notevole recupero di produttività.

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