Diritti

Esame genetico, Europa ferita

In Francia il parlamento ha approvato una legge che crea un precedente pericoloso e ferisce chiunque abbia sentimenti democratici. E’ stato introdotto il test del dna per gli immigrati aspiranti al ricongiungimento familiare. In pratica, un immigrato che vive e…

In Francia il parlamento ha approvato una legge che crea un precedente pericoloso e ferisce chiunque abbia sentimenti democratici. E’ stato introdotto il test del dna per gli immigrati aspiranti al ricongiungimento familiare. In pratica, un immigrato che vive e lavora in Francia e puo’ chiedere d’essere raggiunto da genitori, moglie e figli, deve ‘dimostrare’ il legame familiare. I suoi congiunti sono cosi’ obbligati a sottoporsi al test genetico, in modo che il legame sia provato.
Questa norma e’ un aculeo conficcato nell’amor proprio di noi europei, e’ la negazione di una certa idea di civilta’, e quindi un’autodenuncia dello  stravoglimento di valori in corso nel nostro continente. Il governo francese forse non ne e’ consapevole e semplicemente spinge alle estreme conseguenze la sua politica fascistoide anti immigrati, ma la societa’ civile francese si e’ resa ben conto di qual e’ la posta in gioco. Numerosi intellettuali e religiosi, anche simpatizzanti per la destra, hanno espresso il loro dissenso, ma e’ stato inutile.

Il governo e’ voluto andare fino in fondo. Ha quindi esteso l’esame del dna ben oltre gli ambiti  (sostanzialmente medici e giudiziari) finora ammessi dalle leggi e dall’etica, e ha in pratica sancito un’idea di famiglia su basi esclusivamente biologiche, negando l’esistenza di legami affettivi d’atra natura. Il direttore di Le Monde, Eric Fattorino, ha scritto un editoriale durissimo, nel quale si legge fra l’altro: “Stabilire che la famiglia vale solo per il legame biologico fra i suoi membri, considerare che solo il sangue da’ significato e valore alla parentela tra una madre e i propri figli, significa negare la doiversita’ degli altri. Significa negare l’esistenza di culture diverse o ignorare i drammi di regioni difficili, dove non sempre un bambino e’ cresciuto dalla madre biologica”. Fattorino conclude il suo articolo, pubblicato prima che la legge fosse approvata, con un appello al parlamento ad ascoltare la protesta espressa da una parte importante della societa’ civile: “Altrimenti – scrive – dovremo sperare in una sentenza della corte costituzionale, per poter salvare la nostra legislazione da questi eccessi ripugnanti“.

La legge e’ stata approvata e il “ripugnante” eccesso e’ entrato a far parte della storia d’Europa. Sappiamo quanto il “sarkozismo” abbia affascinato la politica italiana, a destra come nel centrosinistra. Sappiamo anche che in Italia non avremo mai un direttore di grande giornale in grado di assumere una posizione cosi’ chiara e cosi’ netta. In Italia il maggiore giornale “progressista” incoraggia il “razzismo democratico” in nome della presunta emergenza immigrazione (vedi la lettera, nel maggio scorso, del lettore Poverini pubblicata in prima pagina), e il foglio della buona borghesia pubblica editoriali razzisti sui rom. Questa e’ l’Europa, questa e’ l’Italia. L’opinione pubblica e’ ormai pronta a digerire qualsiasi cosa. Che nessuno dica che stiamo esagerando, quando temiamo per la tenuta della cultura democratica, delle costituzioni liberali e garantiste.

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