Diritti

Drammatico sciopero contro l’usura

Frediano Manzi, presidente di Sos Racket e Usura, è in sciopero della fame da 38 giorni. La situazione è drammatica. Ecco la lettera che spiega le sue motivazioni.Sul profilo Facebook, gli aggiornamenti. di Frediano Manzi 10/07/2011 Questo sarà per me…

Frediano Manzi, presidente di Sos Racket e Usura, è in sciopero della fame da 38 giorni. La situazione è drammatica. Ecco la lettera che spiega le sue motivazioni.Sul profilo Facebook, gli aggiornamenti.

di Frediano Manzi

10/07/2011

Questo sarà per me l’ ultimo articolo che scriverò sul sito dell’ associazione, sito che verrà chiuso sabato 16 luglio, per mancanza di fondi e per l’assordante silenzio istituzionale che da sempre ha circondato con il loro fetore le molte battaglie portate avanti negli ultimi 20 anni dalla nostra associazione.

Si è vero molte volte parecchi di loro politicanti parolai e non si sono fatti vedere insieme a noi, quando circondati da schiere di giornalisti rilasciavano dichiarazioni di sostegno. Appunto solo parole di sostegno. Ma nei fatti al di là delle loro comparsate televisive e dei frivoli dibattiti sulla mafia, pieni del loro ignorante vuoto, non hanno saputo produrre soltanto che parole. L’ unico e solo che si è sempre e solo speso con noi, è stato il mio amico Giulio Cavalli, che come me e pochissimi altri in Italia hanno l’antimafia dei fatti nel proprio dna.

Intanto noi stiamo morendo e chiudendo, e questo farà piacere a molti: alle Istituzioni, allo Stato ed alle Forze dell’ Ordine che da sempre ci hanno considerato come i rompi coglioni, che hanno fatto emergere attraverso le nostre inchieste scandali e collusioni, affari e malaffari, diffusa e radicata criminalità tollerata da tutti, ingiustizie subite dai molti che si erano rivolti a loro. E noi invece, da 20 anni non ci siamo stati a questo perverso gioco del tacere, producendo invece fatti ed inchieste, scendendo nelle piazze e nelle strade al fianco degli ultimi e sfidando apertamente uomini, metodi e sistemi mafiosi, e subendo per questo pensanti minacce. Adesso i rompi coglioni non ci saranno più.
Però l’ultima battaglia la porteremo avanti, ed è una battaglia sacrosanta e giusta, fatta in nome e per conto delle 625.000 vittime di usura ed estorsione che ogni anno subiscono ed entrano in questo tunnel devastante, abbandonati dallo Stato, sbeffeggiati dalle Istituzioni, non sopportati dalle Prefetture che devono istruire le loro pratiche e molte volte scoraggiati addirittura a fare la denuncia.

E allora scioperiamo.

E’ iniziato il 21 giugno lo sciopero della fame e della sospensione dei farmaci per cambiare alcune norme sull’infame legge sull’ usura 108/96, sciopero arrivato oggi al diciannovesimo giorno, nell’indifferenza di molti, indifferenza non nei miei confronti ma verso le 625.000 persone per cui mi stò battendo. Da martedì 12 luglio allo sciopero della fame e della sospensione dei farmaci si aggiungerà quello della sete, ed ecco il motivo per cui questa sarà la mia ultima battaglia.

Allora rielenchiamo per l’ennesima volta, e lo stò facendo da 15 anni sino allo sfinimento quali sono i punti da cambiare di questa legge infame, che se verranno cambiati scateneranno, un’ impennata di denunce:

1- tutte le vittime di usura anche se non in possesso di una partita iva DEVONO accedere ai fondi. L’ attuale legge scandalo invece esclude di fatto tutte quelle vittime di usura come casalinghe, pensionati, dipendenti pubblici, dipendenti di aziende private. Insomma tutti coloro che non saranno mai in grado di ottenere un aiuto dallo Stato. Il principale responsabile che si oppone a questa modifica di legge è Tano Grasso, Presidente Onorario della FAI (Federazioni Atiracket Italiane), perchè come mi ha riferito telefonicamente Emanuele Fiano, Responsabile per la sicurezza del Partito Democratico "l’accesso ai fondi antiusura di chi non è in possesso di partita iva (sono 400.000 persone ogni anno), rischia di prosciugare il fondo". Questa la scellerata tesi di uno dei Baroni dell’ antimafia: Tano Grasso.

2- Quei pochi imprenditori, che hanno diritto di accesso al fondo, e che hanno avuto il coraggio di denunciare DEVONO ottenerli entro e non oltre un anno dalla data della presentazione della denuncia e non morire di fame come invecce tuttora avviene perchè se gli va bene li ottengono fra i tre e i cinque anni. Mi riferisco a Francesco Ottalevi, Imprenditore di Anzio che oltre 4 anni fa con le sue denuncie ha fatto arrestare 43 persone ed oggi vive nascosto in un altra regione con tutta la sua famiglia ed i suoi figli che muoiono di fame, in attesa dei fondi già riconosciuti che i molti burocrati del monopolistico Comitato Nazionale Antiracket non ha erogato. Bernardo Raimondo, di Palermo che ha fatto arrestare 7 anni fa usurai ed estortori in attesa dei fondi ora è costretto da due anni a chiedere l’elemosina fuori dalle chiese nella sua Città Palermo. Questi sono solo due esempi, dei molti che conosco, che ho voluto fare con nomi e cognomi per far comprendere ai molti che leggeranno questo ultimo mio articolo, in che razza di Italietta incivile viviamo. Molte sono le campagnie di incentivazione ai nuovi giochi dei Monopoli di Stato che con le macchinette mangiasoldi disseminate in ogni locale pubblico e gestite da una società che ha sede nelle Antille Olandesi: la Bet Plus, che fattura 30 miliardi di euro all’ anno di cui è socio al 20% il figlio del boss di mafia Gaetano Corallo. D’altro canto ci si stupisce poi che gli imprenditori non denunciano.

3- Richiesta di una Commissione Parlamentare di Inchiesta che faccia luce sulla vergognosa vicenda del Commissario Straordinario antiracket, Carlo Ferrigno, a capo del Comitato Nazionale Antiracket dal 2003 al 2006, nominato dal Governo Berlusconi e recentemente arrestato dalla Procura della Repubblica di Milano in seguito a una NOSTRA denuncia. Carlo Ferrigno, uomo dei servizi, ex Prefetto di Napoli, ex Questore di Torino, Consulente per il Ministero della Difesa e uomo di De Gregorio, fondatore dell’ UCIGOS, indagato per depistaggio sulla strage di piazza Fontana, indagato per depistaggio sulla vicenda Gladio, aveva l’ abitudine di richiedere alle molte vittime che si rivolgevano al Comitato Nazionale Antiracket prestazioni sessuali per accedere al fondo. Tutti lo sapevano, soprattutto i membri del Comitato ed ossia quei Baroni dell’ antimafia pagati profumatamente come Tano Grasso, Lino Busà, Silvana Fucito, ed altri che il solo nominarli mi produce fastidio, hanno taciuto e sono tuttora all’ interno del Comitato e sono loro che decidono la vita e la morte di Francesco Ottalevi e Bernardo Raimondo e di altre centinaia di imprenditori.

ADESSO BASTA.

Che le opposizioni Politiche al Governo si muovano e lo facciano in fretta, perchè questa gente non può più aspettare. Mi rivolgo in primis all’ Onorevole Di Pietro, all’Onorevole Bersani, a Nichi Vendola che da tanti anni ci conosce, a Pier Ferdinando Casini, a Gianfranco Fini e a tutti coloro che devono richiedere a gran voce la verità.

Le battagle quando sono giuste si vincono, e noi siamo certi che questa la vinceremo, lasciando a coloro che hanno il potere di cambiare le regole di assumersi la propria responsabilità, se dal putrido stagno in cui ora siamo, si intende passare alle chiare acque di un ruscello di montagna per portare attraverso il nuovo vento quella speranza che molti hanno abbandonato.

Milano 10 luglio 2011
Frediano Manzi
Associazione sos racket e usura
 

Newsletter

Iscriviti e ricevi la newsletter settimanale di Altreconomia