Esteri / Reportage

A Mosul ho visto persone morire per un pugno di farina

Seconda puntata del diario dall'Iraq di un medico di Msf: stretti tra i miliziani del Daesh e i bombardamenti della coalizione ci sono 100-150mila civili intrappolati in città. Solo pochi fortunati riescono a fuggire per farsi curare. O per morire con dignità
Tratto da Altreconomia 195 — Luglio/Agosto 2017
L'ospedale da campo di Medici senza frontiere ad Hammam al-Alil, una ventina di chilometri a Sud di Mosul.
L'ospedale da campo di Medici senza frontiere ad Hammam al-Alil, una ventina di chilometri a Sud di Mosul.
Il tempo in missione è strano. Scorre veloce come l’acqua tra le dita, ma è denso come un caffè turco. Prima di fare ritorno alla vita normale, andrebbe lasciato sedimentare e sorseggiato con calma, assaporato tenendo in bocca un cristallo di zucchero che ne stemperi il gusto amaro. La quotidianità però mi sta già attendendo, cannibale, oltre la porta scorrevole dell’aeroporto. I ricordi rimarranno custoditi nel cuore, da cui riemergeranno, alcune volte senza farsi preannunciare, nei giorni a venire. Per ora...

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