Esteri / Reportage

Diario di un medico in prima linea nell’infinita guerra irachena

Il lungo viaggio per arrivare a Mosul, enclave in territorio curdo, seconda per abitanti -2 milioni- solo a Baghdad. Da ottobre 2016 la città è teatro di scontri che fanno vittime soprattutto tra i civili: “Ecco perché siamo venuti qui”
Tratto da Altreconomia 194 — Giugno 2017
Tra le rovine della città un gruppo di ragazzi si dirige verso un centro di distribuzione di cibo. Il conflitto con Daesh si combatte casa per casa - © Carl Court/Getty Images
Tra le rovine della città un gruppo di ragazzi si dirige verso un centro di distribuzione di cibo. Il conflitto con Daesh si combatte casa per casa - © Carl Court/Getty Images
Sono atterrato a Erbil, nel Kurdistan iracheno, alle 2.30 di notte dell’8 maggio scorso, dopo uno scalo infinito a Istanbul. È una zona politicamente tranquilla (Daesh avrebbe voluto arrivare fino a qui, ma è stato fermato dalla resistenza peshmerga), dove risiede il coordinamento dei due progetti che abbiamo a Mosul. Ho stazionato a Erbil un paio di giorni. Speravo di poter raggiungere Mosul l’indomani, ma invece ho dovuto aspettare due giorni, a causa di “security issues”: per arrivare alla mia...

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