Diritti

Democrature occidentali

Predrag Matvejevic, un bel po’ di anni fa, coniò un neologismo – democrature – per indicare quei regimi, formalmente democratici, in realtà oligarchici, che presero spesso il posto nell’est Europa del socialismo reale.  La nozione di democratura torna oggi attuale, con…

Predrag Matvejevic, un bel po’ di anni fa, coniò un neologismo – democrature – per indicare quei regimi, formalmente democratici, in realtà oligarchici, che presero spesso il posto nell’est Europa del socialismo reale. 

La nozione di democratura torna oggi attuale, con una nuova concezione, di fronte alle rivolte/rivoluzioni nel mondo arabo (dirà il tempo se le insurrezioni produrranno o no cambiamenti duraturi). 

Appaiono cioè come democrature le nostre "democrazie occidentali", che paiono tutte, si può dire senza eccezioni, contrariate dalle esplosioni popolari che in Egitto, Tunisia, Libia hanno obbligato i despoti locali a lasciare la scena (Mubarak, Ben Ali) o a ingaggiare quella che sembra una guerra civile (Gheddafi) .

Paesi che da decenni pretendono di impartire lezioni di democrazia, dall’Unione europea agli Stati Uniti, hanno gettato la maschera, dopo avere peraltro spalleggiato le dittature ora rovesciate o in crisi.

Che democrazie sono, quelle che non riescono a parteggiare per popolazioni che si ribellano a regimi asfissianti, a famiglie regnanti impresentabili?

Nel Nord Africa la gente chiede giustizia e libertà;  a Washington e Bruxelles, passando per Roma, Berlino, Londra e via elencando, fino a Tel Aviv, si assiste basiti e preoccupati.

Non sarà che i nostri governanti, così simili fra loro, vedono quei paesi come un possibile specchio?

 

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