Ambiente / Attualità

Da Parigi a Glasgow, il ruolo della finanza nella lotta ai cambiamenti climatici

In vista della Cop26 di inizio novembre, l’associazione ReCommon organizza per lunedì 20 settembre, a Milano, un incontro di approfondimento e confronto sullo stato dell’arte dell’impegno mondo della finanza per il clima

Una manifestazione di Fridays for future in Bavaria © Markus Spiske - Unsplash

Da Parigi a Glasgow, la finanza è sulla buona strada per il clima? Il supporto finanziario al settore dei combustibili fossili (e non solo) sarà al centro del dibattito organizzato dall’associazione ReCommon per lunedì 20 settembre alle 15. A cascina Cuccagna, a Milano, esponenti del mondo della finanza e rappresentanti della società civile si confronteranno sullo stato dell’arte del ruolo delle banche nella lotta al cambiamento climatico in vista della Cop26, la Conferenza delle nazioni unite sui cambiamenti climatici, che si terrà dal primo al 12 novembre a Glasgow, in Scozia.

L’Italia, in questo scenario, riveste un ruolo di primo piano. La co-presidenza della Cop26, la Cop giovani, la conferenza preparatoria in programma tra settembre e ottobre a Milano, la presidenza italiana al G20 che vedrà il suo atto conclusivo a Roma, a fine ottobre 2021, mettono il nostro Paese sotto i riflettori sui temi di clima, ambiente e transizione ecologica. “Proprio per l’importante ruolo che rivestirà l’Italia questo evento è necessario per interrogarsi su aspetti su cui si indaga ancora troppo poco -spiega Simone Ogno, campaigner di ReCommon-. Mettere a confronto le voci dei rappresentanti delle istituzioni finanziarie, che indirizzano le scelte, con i rappresentati della società civile italiana e internazionale”. L’incontro sarà un’opportunità per ascoltare gli impegni per l’ambiente e il clima da parte di rappresentanti di istituzioni finanziarie assieme alle testimonianze di rappresentanti della società civile italiana e internazionale, che racconteranno il proprio lavoro di campagning nei confronti dell’industria dei combustibili fossili e della finanza.

Dall’Accordo di Parigi a oggi, il supporto finanziario concesso al settore dei combustibili fossili “non è diminuito, a partire dal più inquinante tra questi, ovvero il carbone”, spiega ReCommon. Così come il comparto del petrolio e del gas che, nonostante sia responsabile del 55% delle emissioni globali di CO2 del settore energetico ha visto “3.800 miliardi di dollari stanziati dalle principali banche mondiali solo negli ultimi cinque anni”.

Per quanto riguarda l’Italia, sono tre i principali attori coinvolti nel business del carbone: UniCredit, Assicurazioni generali e Intesa San Paolo. Nonostante la loro esposizione nel settore sembri in diminuzione, rispetto all’apice toccato nel 2019, serve monitorare i loro comportamenti. Un esempio viene da Unicredit. “È l’istituzione finanziaria italiana meglio posizionata, avendo deciso di adottare una policy che, entro il 2028, dovrebbe progressivamente azzerare qualsiasi supporto finanziario a progetti e società coinvolte nel business del carbone -si legge nel comunicato di ReCommon-.Tuttavia, l’istituto di credito ha l’occasione di prendere impegni ambiziosi anche oltre il settore del carbone. Infatti, l’impegno ad azzerare la sua esposizione al più inquinante dei combustibili fossili rischia di risultare debole se ci sono miliardi di dollari accordati negli ultimi anni a petrolio e gas a fare da contraltare”. Proprio la necessità di un disinvestimento totale da parte delle grandi banche internazionali sarà al centro del dibattito di lunedì. “Non basta il disinvestimento rispetto al combustibile fossile in sé -commenta Ogno- ma serve azzerare anche i finanziamenti e il sostegno alle emissioni indirette e ad altre fonti inquinanti. Servono impegni concreti sia sulle emissioni nette pari a zero, sia sulla rendicontazione delle emissioni che sull’allineamento all’accordo di Parigi. Le possibili pratiche di compensazione utilizzate anche dall’industria fossile, che non sono prassi auspicabili, saranno al centro del dibattito. In Italia si parla ancora troppo poco di questo tema”.

La prima sessione, dalle 15 alle 16.30, vedrà intervenire importanti protagonisti del mondo delle banche occidentali e dell’asset management che illustreranno al pubblico l’impegno delle proprie istituzioni per contrastare i cambiamenti climatici in corso. Interverranno Roberta Marracino (esponsabile della Group esg strategy & impact banking di UniCredit), Lucie Pinson (fondatrice e direttrice di Reclaim Finance, vincitrice del Goldman environmental prize 2020), Virna Valenti (analista Esg di Amundi) e Cesare Vitali (responsabile Esg e Sri di Ecofi Investissements) La seconda sessione, dalle 17 alle 18.30, vedrà come ospiti i rappresentati della società civile. Interverranno Luca Bergamaschi (cofondatore del think tank Ecco), Luca Iacoboni (responsabile clima e energia di Greenpeace Italia) e nuovamente Lucie Pinson.

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