Diritti

Crisi che non fanno notizia

Ci sono crisi di serie A e crisi di serie B. Alcune fanno notizia, altre no. Ecco come.

C’è crisi e crisi. Il rapporto sulle crisi dimenticate dai media di Medici Senza Frontiere quest’anno ha scelto un focus insolito. Ha anlizzato due grandi crisi del 2010, quella di Haiti dopo il terremoto e quella del Pakistan. La prima ha avuto grande copertura mediatica, la seconda nemmeno un inviato.

Quella del Pakistan è stata definita dalle Nazioni Unite "peggiore dello tsunami del 2004".

Il dato saliente è che per i curatori del rapporto, "non è l’entità della catastrofe a fare notizia, a suscitare l’interesse dell’opinione pubblica, ma altri fattori che poco hanno a che vedere con i bisogni umanitari delle popolazioni”. La crisi è stata generata da una serie di alluvioni che hanno devastato il paese, per un totale di 20 milioni di persone colpite, 1.700 morti, 3,2 milioni di sfollati e un milione e 600mila case distrutte o danneggiate. 

 
Una cifra che ha portato nei Tg italiani a sole 88 notizie, quasi il silenzio. Basti pensare che il "grande caldo" estivo ha guadagnato 347 servizi dedicati in tre mesi. Durante tutto l’anno il Pakistan è stato sotto i riflettori dei Tg nazionali 158 volte: oltre alle alluvioni, si è parlato solo di attentati e lotta al terrorismo. Un dato interessante è che si è parlato un po’ di più della calamità in Pakistan ad agosto, in un periodo in cui notoriamente ci sono meno notizie da parte della politica. Altro elemento interessante, anche se non inedito, è la prospettiva ‘italiano-centrica’, con la massima attenzione concentrata solo sulla sorte dei turisti nelle zone alluvionate. In virtù di quella che il rapporto definisce una prospettiva “ombelicale dell’informazione sulle vicende degli altri”. I titoli arrivano quando ci sono italiani di mezzo. 

 

Inoltre tutte le notizie correlate alla situazione del Pakistan sono accostate ad altre che non c’entrano niente (gli incendi in Russia, i monsoni in India). Il risultato è di fare una frittata metereologica con poca attenzione ai fatti e alle conseguenze. Sono poi messe in fondo al telegiornale, proprio a ridosso del meteo, un grande affresco quotidiano che allontanano sempre più il telespettatore dalla realtà.

Newsletter

Ogni settimana l'informazione indipendente di Altreconomia