Diritti

Chissenefrega dei rom

L’esercizio da fare è sostituire, nelle notizie di questi giorni, la parola rom con ebrei. Ecco l’istituzione di commissari speciali per l’emergenza ebrei a Roma e Milano; ecco l’allarme nelle città perché gli ebrei sono troppi e notoriamente aggressivi; gli…

L’esercizio da fare è sostituire, nelle notizie di questi giorni, la parola rom con ebrei. Ecco l’istituzione di commissari speciali per l’emergenza ebrei a Roma e Milano; ecco l’allarme nelle città perché gli ebrei sono troppi e notoriamente aggressivi; gli ebrei rubano i bambini (anzi, si insinuano nei gangli del potere, gestiscono l’usura, costituiscono reti di potere occulto). L’Italia non può permettersi il lusso di far stazionare tutti questi ebrei sul territorio: che tornino a casa loro.
E’ la prima volta, dal ritorno della democrazia, che un governo prende provvedimenti contro minoranze ben identificate: nel ’38 si parlava esplicitamente di leggi della difesa della razza, stavolta il tema ufficiale è nel binomio legalità e sicurezza, ma si fa riferimento esplicito all’emergenza ebrei (anzi, rom).

Quel che fa gelare il sangue, è che nel paese sono in corso ronde, aggressioni e marce di cittadini contro la minoranza ebrea (rom), le quali si assommano alle incursioni “legali” delle forze di polizia nei ghetti (campi nomadi) a fini intimidatori, in attesa che il governo si decida finalmente a fare una legge che consenta di espellere gli ebrei (rom) dal paese.

Come se non bastasse, abbiamo in parlamento un’opposizione (termine che a questo punto sembra tratto dalla neolingua orwelliana) che non nota nulla di strano e anzi sembra pronta a sostenere la maggioranza nelle sue misure contro gli ebrei (rom) e per la sicurezza, convinta com’è di ingraziarsi i favori della cittadinanza, in apparenza ben contenta che finalmente si dia una lezione agli ebrei (rom). Peccato che stavolta, verrebbe da dire, la cacciata degli ebrei (rom) non liberi posti di prestigio nelle università, nelle pubbliche amministraizoni, nelle aziende…

L’opposizione extraparlamentare, dal canto suo, sembra incapace di ascoltare le invocazioni che arrivano da uno dei suoi giornali – Liberazione – l’unico in questi giorni a parlare di leggi razziali e di negazione dello stato di diritto: i dirigenti sembrano avere a cuore un’altra questione, ossia il dilemma se rilanciare la propria organizzazione, appena cancellata dal parlamento, ricostruendo il partito e poi alleandosi con altre forze (opzione 1), oppure ricostruendo il partito sviluppando contestualmente le relazioni con altre forze (opzione 2).

In Vaticano, il papa che si proclama portatore dei valori universali del cristianesimo e che reputa questi valori superiori a tutti gli altri, si è fatto notare in questi giorni di emergenza ebrei (rom) per le critiche a una legge vecchia di trent’anni dello stato italiano sull’interruzione volontaria di gravidanza (!).

La sensazione è che l’inazione dei leader politici e religiosi indicati, e delle rispettive organizzazioni, dipenda da un retropensiero che li accomuna: chissenefrega dei rom (un tempo si sarebbe detto degli ebrei).

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