Diritti

CASARINI AL CONFINO …

CASARINI AL CONFINO E L’EMERGENZA DIRITTI CIVILI Potremmo fare un sondaggio e chiedere in giro che immagina evoca l’espressione “sorveglianza speciale”. Io risponderei: mafia, Ventennio, criminalità organizzata. Stavolta no. Stavolta si parla di Luca Casarini, disobbediente, controverso erede dell’Autonomia padovana….

CASARINI AL CONFINO E L’EMERGENZA DIRITTI CIVILI

Potremmo fare un sondaggio e chiedere in giro che immagina evoca l’espressione “sorveglianza speciale”. Io risponderei: mafia, Ventennio, criminalità organizzata. Stavolta no. Stavolta si parla di Luca Casarini, disobbediente, controverso erede dell’Autonomia padovana. Il 10 marzo a Venezia il tribunale deciderà se infliggergli o meno la sorveglianza speciale. Casarini è considerato “socialmente pericoloso”. Vogliono confinarlo nel Comune di residenza e impedirgli, di fatto, di svolgere attività politica. E’ il segno dei (brutti) tempi che corriamo. Casarini e i disobbedienti possono anche non piacere, e a volte usano toni e modi che non convincono, ma rappresentano senz’altro un’opposizione politico-sociale che non può essere considerata in alcun modo un’espressione di criminalità.

Se siamo arrivati al punto che si pensa di ‘neutralizzare’ il personaggio più conosciuto dell’area dei disobbedienti con un provvedimento amministrativo così pesante, senza contestargli alcun reato specifico, ma solo una generica pericolosità sociale, è segno che in Italia siamo alle prese con un’autentica emergenza diritti civili. Alcuni politici e intellettuali del Nord Est hanno diffuso un appello a favore di Luca Casarini, riportato qui sotto.

L’APPELLO
La “sorveglianza speciale” è una misura di polizia che, pur non prevedendo alcun procedimento penale con i suoi tre gradi di giudizio, risulta pesantemente limitativa delle libertà personali: obbligo di residenza nel proprio comune, ritiro del passaporto e della patente di guida, obbligo di firma in Commissariato più volte al giorno, divieto di frequentare alcuni luoghi e ambienti, vincoli di orario di uscita e rientro alla propria abitazione, limitazioni alla comunicazione e così via, in maniera del tutto discrezionale. Si tratta di una provvedimento, direttamente derivato dal Codice Rocco, dal Testo unico di legge sulla Pubblica Sicurezza e dalla legislazione speciale costruita dal regime fascista, previsto dalla Legge Scelba del ’54 e la cui applicazione viene motivata dall’elevata “pericolosità sociale” del soggetto, tanto che negli ultimi decenni era stata utilizzata prevalentemente nei confronti di personaggi legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso.
A Luca Casarini viene contestata l’organizzazione e la partecipazione a decine e decine di iniziative di disobbedienza civile contro il modello neoliberista di globalizzazione, contro la guerra, per la difesa di diritti sociali, il suo ruolo attivo nei movimenti sociali degli ultimi anni. Si possono condividere o meno le sue idee e le forme di lotta con cui vengono affermate, ma sta di fatto che misure fortemente limitative della libertà personale di Luca Casarini vengono richieste nei suoi confronti, senza che sia stato condannato per alcun grave reato e unicamente sulla base della sua incessante attività politica e sociale, svoltasi tutta alla luce del sole e con piena assunzione di responsabilità. L’applicazione della “sorveglianza speciale” nei confronti di un noto oppositore politico dell’attuale Governo costituirebbe perciò un precedente gravissimo: come cittadini, democratici, donne e uomini impegnati nelle Istituzioni siamo seriamente preoccupati da questa iniziativa e da che cosa una tale decisione significherebbe dal punto di vista dei diritti e delle libertà, degli spazi di espressione e di agibilità democratica nel nostro Paese.

Venezia, 4 marzo 2004

Primi firmatari: Gianfranco Bettin, Sandro Bergantin, Beppe Caccia, Massimo Cacciari, Roberto D’Agostino, Mara Rumiz, Luana Zanella.

Per ulteriori adesioni: giuseppe.caccia@comune.venezia.it









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