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BUSH E LE ANALOGIE CON GENOVA…

BUSH E LE ANALOGIE CON GENOVA Alfio Nicotra, candidato di Rifondazione comunista alle Europee, si rivolge ai Ds e al Listone chiamato Uniti per l’Ulivo con questo ammonimento: “State facendo lo stesso errore di Genova”. Nicotra, che ha fatto parte…

BUSH E LE ANALOGIE CON GENOVA

Alfio Nicotra, candidato di Rifondazione comunista alle Europee, si rivolge ai Ds e al Listone chiamato Uniti per l’Ulivo con questo ammonimento: “State facendo lo stesso errore di Genova”. Nicotra, che ha fatto parte dello ‘stato maggiore’ del movimento, si riferisce alla clamorosa e grave decisione presa da Piero Fassino la sera di venerdì 20 luglio 2001, quando l’allora coordinatore dei Ds, saputo dell’uccisione di Carlo Giuliani, stabilì che il suo partito non avrebbe partecipato alla manifestaizone dell’indomani, giudicata “troppo pericolosa”. Sappiamo come è andata a finire e con quanta delusione moltissimi militanti e simpatizzanti dei Ds abbiano valutato quella decisione.

Ora i Ds – come gli altri partiti del Listone – vogliono disinguersi da chi scenderà venerdì 4 in piazza per contestare Bush: temono incidenti come a Genova? Hanno paura che sia stata allestita una trappola? E’ difficile conoscere le reali motivazioni di Fassino, ma a prima vista, rispetto a Genova 2001, c’è una grande differenza: stavolta incombono le elezioni. Alla vigilia del voto il centrosinistra si trova in una posizione scomoda, nel suo pervicace tentativo di accreditarsi come formazione rassicurante, pacata, affidabile. E’ evidente il timore di essere accusati di anti americanismo, anti atlantismo etc etc. Se le cose stessero così, il passo indietro del Listone andrebbe letto come semplice tattica pre elettorale, senza risvolti legati a reali preoccupazioni relative all’ordine pubblico.

Dunque non ci sono analogie possibili fra il 4 giugno 2004 e il luglio genovese? Una forse c’è. Per la prima volta, dopo il G8  2001, siamo di fornte a una manifestazione che contesta un capo di Stato estero (a Genova erano addirittura otto), con tutto ciò che questo comporta in termini di coinvolgimento degli apparati di sicurezza, e anche nei termini del desiderio che qualcuno potrebbe avere di ‘mostrare i muscoli’ per esibire all’ospite straniero la propria risolutezza. Questa, probabilmente, è l’unica cosa da temere, più che le bravate di piccoli gruppi più o meno… disobbedienti. Il fantasma di Genova è stato evocato ripetutamente in questi anni (da Firenze 2002 a una lunga serie di manifestazioni e cortei, ad esempio a Genova più volte nel 2002, a Roma nell’ottobre scorso e così via), ma senza che ci fosse qualcosa da ‘assediare’ o un ‘grande della Terra’ da contestare. Detto questo, è chiaro da quale parte possano venire i pericoli per l’ordine pubblico…

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