Diritti

Boicottare Israele?

La tragica aggressione dell’esercito israeliano agli abitanti della Striscia di Gaza sta scatenando reazioni politiche che non lasciano intuire alcuna via d’uscita. Le diplomazie più importanti sono tutte schierate a fianco di Israele e della sua pretesa "operazione di autodifesa"…

La tragica aggressione dell’esercito israeliano agli abitanti della Striscia di Gaza sta scatenando reazioni politiche che non lasciano intuire alcuna via d’uscita. Le diplomazie più importanti sono tutte schierate a fianco di Israele e della sua pretesa "operazione di autodifesa" e così larghissima parte della società israeliana nonché dei media internazionali. Sul versante opposto, chi sfugge alla propaganda bellica e non esista a schierarsi – come dev’essere fatto – dalla parte degli oppressi, tende a rivendicare per i palestinesi un diritto di resistenza armata e di replica dello stesso tipo. Dicono: i palestinesi non hanno altra scelta.

In verità questa situazione, se non cambia, è senza via d’uscita: Israele confermerà ad libitum il suo dominio sui palestinesi, perpetuando una condizione di guerra e di oppressione permanente. E’ la via del colonialismo, dell’apartheid, coi palestinesi costretti a subire, salvo sfogare la propria rabbia e frustrazione con la violenza.

Un’altra strada dev’essere invece percorsa. La logica bellica è mortale in tutti i sensi: semina sangue, distrugge la società. La scelta della nonviolenza è – questa sì – una via obbligata, e dovrebbe coinvolgere il popolo palestinese come gli israeliani di buona volontà e anche i cittadini consapevoli del resto del mondo. Da anni il movimento nonviolento elabora proposte sulla polvierera del vicino oriente: basti pensare a Galtung.

Nell’articolo raggiungibile attraverso il link qui sotto Naomi Klein sostiene che ad Israele andrebbe riservato lo stesso trattamento subìto a suo tempo dal Sudafrica – quindi boicottaggio delle merci e delle imprese, isolamento economico – per contrastare l’apartheid. E’ la proposta più seria e interessante osservata in questi giorni tremendi.

L’articolo di Naomi Klein (clicca qui)

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